Incontro dei superiori saveriani
Nelle prime due settimane di agosto, la comunità di Tavernerio ha ospitato l’incontro di tutti i superiori delle missioni saveriane nel mondo. È stato un incontro importante, per fare un bilancio del passato e prevedere il futuro. Erano presenti 25 missionari, compresa la direzione generale della congregazione. Le riunioni sono state impegnative e lunghe, tanto da denunciare una certa sofferenza alle... “basi sedentarie”.
Ma perché un incontro così lungo dei superiori?
Le crisi mondiali e i rapidi cambiamenti esigono dagli istituti missionari una continua revisione delle strutture e dei metodi di evangelizzazione. Cambiano anche le strategie della missione. Ad esempio, l’idea di “missione geografica” intesa come piccolo feudo affidato in esclusiva ad una congregazione religiosa, non è più praticata. Si è passati ora a uno stile nuovo: la missione a servizio della chiesa locale. Un altro cambiamento riguarda la quantità: i missionari sono meno numerosi in un luogo, ma è aumentato il numero delle nazioni in cui sono presenti. E in ogni nazione c’è un superiore che anima e guida le comunità dei saveriani.
Le richieste di missionari, specialmente per l’Asia e per l’Africa sono tante. Purtroppo, noi siamo pochi e le vocazioni nella “vecchia Europa” diminuiscono. Le vocazioni missionarie sono in aumento, invece, nelle nazioni che ci hanno ospitato e in cui abbiamo lavorato.
Le chiese che hanno tanto ricevuto, ora sono pronte a donare missionari all’umanità.








