Da Berceto alla Cina con gioia: Tra sofferenze, una grande speranza
Appartengo a una società non-profit che si occupa della formazione di medici cinesi alla medicina occidentale. Dal 1999, un gruppo di noi, cardiologi e oncologi di Milano e Bologna, lavoriamo in Cina. Lì ho conosciuto la grande storia dei missionari.
I missionari della concretezza
I saveriani in Cina sono stati di una concretezza incredibile. Anche i non credenti riconoscono che la presenza dei missionari non è stata proselitismo, ma testimonianza. Non hanno fatto chiacchiere, ma hanno costruito case per abitare e chiese per pregare, perché dalla preghiera essi ricevono il coraggio di amare. Soprattutto hanno curato la gente che aveva fame, era malata e abbandonata per strada.
Una loro intuizione fondamentale fu la formazione di un clero locale. La presenza di suore e preti cinesi diventava la migliore testimonianza che il cristianesimo non era una religione dell'occidente, estranea al popolo. Anzi, era rispettoso delle differenze culturali, economiche e politiche della realtà cinese...
Qualcosa è rimasto e cresciuto
Mons. Calza capì l'importanza e la necessità di avere un ospedale a Zhengzhou, dove c'era la fame, ma anche tifo, colera e tubercolosi intestinale. Le malattie infettive in certe zone della Cina non sono state sradicate neppure oggi. Dopo averlo faticosamente messo in piedi, mons. Calza assistette alla fine del suo ospedale, bombardato dai giapponesi. Lo vide completamente distrutto, dopo averlo costruito da zero, pietra su pietra. Anche le cinque splendide chiese che aveva costruito con tanti sacrifici, tutte distrutte.
In quel momento egli intuì che tutto ciò che era stato costruito - non solamente in pietra, ma di impatto cristiano e umano - rischiava di perdersi. Solo un uomo di grande fede e determinazione, nato fra queste montagne parmensi, poteva vivere nella Cina del 1912.
Se oggi c'è l'ospedale di Zhengzhou, lo si deve a mons. Luigi Calza, suo fondatore nel 1912 e primo presidente. Questo è un dato riconosciuto dai cinesi ancor oggi, a cento anni dalla sua fondazione.








