Cosa significa avere misericordia?
La missione di Gesù è rivelare il mistero dell’amore del Padre in pienezza. Sappiamo bene che Cristo ha segnalato la misericordia come ciò che rende credibile la nostra fede. “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia” (Mt 5,7) è sicuramente la beatitudine che ci deve ispirare in questo anno.
Sradicare l’indifferenza globale
Dice papa Francesco che tutti (credenti e non) possono giungere al balsamo della misericordia, come segno del regno che è già presente in noi (MV 5). Coloro che la aspettano di più sono, senza dubbio, le vittime di questo mondo ingiusto, disuguale ed escludente. Sono i poveri che non hanno speranza e coloro ai quali Gesù annuncia il regno di Dio; sono gli assaliti nel cammino, che vogliono sperimentare la sollecitudine di chi passa vicino a loro.
Avere misericordia, concretamente, significa sradicare l’indifferenza globale che tormenta l’esistenza del prossimo.
Le tre parabole della misericordia
Papa Francesco vuole che accogliamo di cuore il grande messaggio della misericordia, contenuto nelle varie parabole evangeliche. Gesù rivela la natura di Dio come quella di un gran Padre che mai si dà per vinto fino a quando si dissolve il peccato e sottomette il rifiuto alla compassione. Il riferimento è alle tre parabole della misericordia di Luca: la pecora smarrita, la moneta perduta e il Padre misericordioso (Lc 15,1-32). In esse incontriamo il nucleo del vangelo e della nostra fede. La misericordia è presentata come la forza, che vince tutto, che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono (MV 9).
La bellezza di queste parabole si riflette sempre in qualche cuore umano che generosamente porta sollievo al dolore degli altri. Siamo davanti a una misericordia che ha poco a vedere con il comfort!
Il mistero dell’amore eterno
Dove manca la disponibilità a guardarsi dentro non c’è spazio per la misericordia; solo rimane l’auto-ostentazione di un uomo ricco, vestito di porpora, ma incapace di guardare al cuore del povero, abbandonato fuori dalla porta di casa sua (Lc 16,19). È invece veramente misericordioso chi fa bene al suo prossimo.
Sant’Agostino aveva intuito la doppia caratteristica della misericordia cristiana: quella che perdona e quella che soccorre il povero nella sua necessità.
La misericordia rivela il mistero dell’amore eterno nella Trinità. Scrive Francesco che se noi dirigiamo il nostro sguardo a Gesù e al suo volto misericordioso, è facile captare l’amore misericordioso ed eterno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La parola chiave….
Dopo il peccato di Adamo e Eva, Dio non ha voluto lasciare l’umanità nella solitudine e in balia del male. Di fronte alla gravità del peccato ha risposto con la pienezza del perdono, attraverso il mistero pasquale di Gesù. Possiamo dire che la storia della salvezza è un bagno salutare nell’amore di Dio per gli uomini.
Dal cuore della Trinità, dal profondo del cuore di Dio, sgorga infinito il fiume della sua misericordia. Questa è la parola chiave per indicare la sua azione verso di noi.
Lui non si limita ad affermare questo amore, ma lo rende visibile e tangibile, al punto che la misericordia si traduce in empatia.








