Assemblea missionaria a Cagliari
Si è tenuta il 21 aprile a Cagliari l’Assemblea missionaria della diocesi di Cagliari. È stata organizzata molto bene da don GianPaolo (direttore) e dalla sua equipe. Tanti gli invitati: oltre all’arcivescovo mons. Baturi, don Giuseppe Pizzoli (Ufficio nazionale Cooperazione missionaria tra le chiese), don Fidel Kotho (direttore del Centro missionario diocesano), diverse realtà missionarie della diocesi e gli Istituti missionari.
Dopo il saluto iniziale e una preghiera, si sono presentati i missionari Fidei Donum (preti e laici), i Saveriani, l’Omi, la Comunità di Villaregia, l’Aifo, Operazione Africa, Admis (gruppo di appoggio a don Gabriele Casu), un gruppo della parrocchia S. Pio X di Cagliari, infine le Suore di S. Giuseppe di Genoni e le suore Somasche a Elmas. Mons. Baturi ci ha ricordato che dobbiamo annunciare dappertutto, cominciando dal nostro ambiente. La cosa più importante della missione è la comunione. Siamo tutti discepoli, tutti missionari e la Chiesa non ha una missione, ma è missione e quindi tutti ne siamo responsabili.
Don Giuseppe Pizzoli ha allargato gli orizzonti par farci capire in concreto cos’è la missione. È annunciare il Vangelo e camminare con Gesù sulle strade del mondo. Non è solo fare, ma educarci ad essere persone aperte, sentirci fratelli di tutti, con lo stesso cuore di Dio. In qualsiasi parte del mondo, dove c’è una piccola comunità che si riunisce nel nome di Gesù, lì c’è la Chiesa. Quindi, la prima responsabilità della missione è di quella comunità, a cui noi diamo una mano (cooperazione tra le Chiese). L’Ad Gentes 36 e 37 hanno lo stesso obbligo di cooperare e di essere aperti al mondo (pregare, cooperare, realizzare opere, scambio del personale per donare e ricevere).
Si è poi passati ai lavori di gruppo, per capire se lavoriamo in modo sinodale, in comunione e se contagiamo gli altri con il nostro entusiasmo per la missione. Alla fine, don Giuseppe ha risposto ad alcune domande. È stata una bella giornata con un centinaio di presenze. E, come diceva mons. Camara, “se per incontrare e amare i fratelli è necessario attraversare i mari e volare lassù nel cielo, allora missione è partire fino ai confini del mondo”.







