Come stare in famiglia
Carissimi amici di “Missionari Saveriani”, mi hanno chiesto di scrivere una riflessione riguardante l’incontro mensile di noi, mamme e papà, sorelle e fratelli, amici e simpatizzanti dei nostri missionari. Con semplicità e umiltà ho accettato. E allora inizio a raccontare.
Preghiera e scambio di notizie
Ci incontriamo ogni seconda domenica del mese, da ottobre a giugno, alle tre del pomeriggio, presso l’Istituto saveriano in via Monte San Michele 70. Recitiamo il Santo Rosario e a seguire partecipiamo alla Messa, celebrata dai nostri missionari. È un momento molto intenso di preghiera, di canti eseguiti con fede, affinché Gesù e Maria proteggano e aiutino i nostri cari Missionari, sparsi per il mondo. L’augurio è che ci mandino anche nuove vocazioni.
Alla fine della Messa, veniamo informati degli avvenimenti accaduti nelle varie missioni sparse per il mondo e delle notizie dei nostri confratelli Saveriani. Ognuno di noi porta qualche cosa da condividere in un ricco rinfresco, fatto di dolci casalinghi sempre più prelibati, bibite… e c'è chi porta perfino il caffè! Ci scambiamo notizie sulle nostre rispettive famiglie, sugli avvenimenti belli e tristi accaduti nel corso del mese.
Quella bambina irruente…
Sono molto legata a questa comunità, che ho cominciato a conoscere e a frequentare ancora da piccola. Avevo cinque anni quando Roberto, mio fratello, entrò nell’Istituto saveriano, per inseguire il suo sogno vocazionale. Aveva iniziato il suo cammino, frequentando la scuola media inferiore, che a quei tempi si trovava all’interno dell’Istituto stesso.
Con la mamma, ogni quindici giorni venivano da Marano Lagunare con la corriera e dalla stazione a piedi per portargli il cambio della biancheria. Appena arrivata, salivo di corsa i gradini ed entravo nell’aula, dove si svolgevano le lezioni, per abbracciare Roberto, tra le risate dei missionari e degli studenti presenti. Ancora adesso si ricordano di quella bambina “irruente”!
Ho conosciuto molti missionari, che regolarmente mamma e papà invitavano a mangiare “polenta e pesce”, appena pescato. Molti sono venuti anche in laguna a pescare con papà Clemente e Roberto.
Con loro ho respirato aria di serenità e di gioia. Mi ricorderò sempre di questi incontri, delle tante risate, dei racconti di avventure ed esperienze missionarie!
La preghiera attraversa le frontiere

Sono stata in Congo e Burundi a trovare mio fratello p. Roberto e tanti altri missionari, anche friulani.
Ho visto quanto amore, lavoro e impegno ci mettono, per aiutare e assistere quelle persone, spesso con pochi mezzi a loro disposizione.
A volte, le difficoltà sono veramente insormontabili, e ti chiedi dove trovano la forza per superarle.
Sono lontani da casa, dalle loro famiglie, dagli affetti più cari… Non è affatto facile! Solo una fede immensa può sostenere tutto ciò che fanno.
Così, cari amici, che cosa possiamo fare noi da qui? Possiamo aiutarli, certo, economicamente, ma soprattutto con la preghiera! P. Roberto era solito dire che la preghiera attraversa tutte le frontiere, perché non le serve il “passaporto”!
Roberto è stato un grande sostenitore e promotore di questi nostri incontri mensili di preghiera e di fraternità missionaria, La mamma Maria, in uno degli ultimi incontri in cui aveva partecipato, mi aveva raccomandato: “Quando io non ci sarò più, non devi proprio mancare!”.
Per tutti questi motivi, per l’amicizia sincera e bella che si è instaurata tra tutti noi, vi invito, cari lettori e amici, a partecipare con noi, perché sono davvero momenti di vero arricchimento personale.







