Charles di Kassasie e il rosario al collo
Che villaggio Kassasie, tra i Limba Birewa di Kamabai, nel nord della Sierra Leone! E che giovanotto prestante e sorridente, Charles, di circa 19 anni, che sapeva leggere, scrivere, cantare e animare i giovani di Kassasie, a circa 3 chilometri dalla missione dove abitavo con p. Giuseppe Rabito.
Charles Koba mi sembrava uno spiritato. C’era un ponticello sul Mataru, un corso d'acqua per entrare nel villaggio. Dopo il ponticello, a sinistra, c’erano un piccolo capitello in legno e un crocifisso con la scritta "ba min" (per noi). Poco più avanti, a destra, ecco la chiesetta esagonale S. Maria degli Angeli, con un dipinto su tela dell'Annunciazione. Lì, sono stati fatti i primi 12 battesimi nel Natale del 1977. Tutti felici, tutti a godersi il Natale! Ma Charles, catechista e animatore, stava per lasciare Kassasie e raggiungere p. Olivani a Mange Bure. Avrebbe fatto parte di un gruppo di disabili. Charles, infatti, era invalido da 4 anni. Era caduto da una palma dove saliva con una corda di vimini attorcigliati. Ma la corda si ruppe e lui precipitò rompendosi il bacino. Sulle gambe si erano formate delle grosse piaghe, però lui non si lamentava più, insegnava il catechismo e intrecciava cesti. Aveva sempre il rosario al collo.
Lasciamo Kassasie e arriviamo da p. Olivani, che ci venne incontro con la sua solita voce grossa, un volto sorridente e a braccia aperte. "Ciao Franco, ciao a tutti. Welcome! È andato bene il viaggio? Eccovi a casa vostra! Charles welcome… Guarda quanti amici hai qui, giovani dai 10 ai 20 anni. Siete una trentina piuttosto malconci fisicamente, ma dai volti sorridenti. Wali wali, momo yoh!".
Cominciava così il dopo Natale di Charles Koba con le lacrime per la commozione. Un Nuovo Natale, una Nuova Betlemme. Non c'erano asinelli o buoi, c'erano tante persone, semplici come i pastori dai volti splendidi, come la stella su Betlemme.







