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Don Nicolino, classe 1946, è presbitero della diocesi di Ancona dopo l’ordinazione a Roma per mano di Paolo VI nel 1970. Ha festeggiato nel 2020 il 50° di Messa. Oggi è coadiutore nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Qualche problema di salute non hanno fiaccato uno spirito sempre vivo e generoso.

Carissimi confratelli saveriani,
impossibilitato, per ragioni di salute, a partecipare alla ricorrenza dei 75 anni di presenza saveriana ad Ancona, ho il desiderio di scrivervi per esprimervi anche da parte mia un grande GRAZIE!

Prima di tutto, grazie al Signore che, nella sua Provvidenza, vi ha portato ad Ancona. Ancona è porta d’Oriente e non poteva mancare il carisma dell’Evangelizzazione a porta del mondo intero, che voi avete rappresentato in questi 75 anni. Praticamente siamo nati insieme (anch’io a novembre ho compiuto 76 anni) e ho sempre portato nel cuore lo spirito missionario che la vostra famiglia, i presbiteri e le buone suore della mia infanzia mi hanno inculcato.

Diventato presbitero nel 1970, vi ho conosciuto subito e vi sono stato sempre vicino. A volte vi ho invitati tutti a casa di mia madre a provare la bontà della sua cucina o a fare un’allegra merenda. Mi siete stati di grande aiuto soprattutto ad Agugliano (1970-1977), quando portavo i ragazzi ai campi scuola missionari. Così è nata la vocazione missionaria di p. Massimo Bartoli, ora in Brasile, impegnato in particolare nel recupero dei giovani più sfortunati.
Ma il filo dell’amicizia e del reciproco aiuto è durato sempre finché ho svolto il ministero sacerdotale. Ho sempre trovato tanta disponibilità e la gente è sempre stata edificata dalla vostra testimonianza, dalla vostra predicazione e nel ministero delle confessioni.

Oggi, i tempi sono cambiati. È cambiato anche il modo di fare missione; non ci sono più i novizi a rallegrare le nostre parrocchie o le iniziative che riunivano attorno ai saveriani tanti nostri ragazzi del dopo Cresima. Ma lo spirito e il cuore missionario battono ancora e hanno da dare ancora molto alla nostra Chiesa locale. L’ultimo grande dono è stato quello della vostra casa. Non sarà stato un piccolo sacrificio lasciarla, ma per noi è stato un gesto prezioso e lo sarà sempre di più in seguito. Per tutto questo, rinnovo il mio grazie, anche perché ho visto con i miei occhi cosa significa essere missionari nei miei due viaggi in Bangladesh.

Prego per voi perché siate fiamma ardente di amore di quel Dio che vuole che tutti gli uomini si salvino e conoscano la Verità del Vangelo. Coraggio, Fratelli! Le difficoltà sono tante ma, come dice Papa Francesco, sono sfide che dobbiamo affrontare con l’aiuto del Signore. Se noi siamo docili allo Spirito e fedeli alla chiamata questo aiuto non ci mancherà. Ai saveriani ora presenti nella vostra casa auguro ogni bene, salute fisica e spirituale e speriamo di fare ancora assieme un buon tratto di strada. Noi seminiamo poi il Signore fa crescere… Questa è la nostra speranza! Nel ricordo dei missionari che sono in Cielo, un caro saluto e un abbraccio fraterno.



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