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Il 5 novembre per noi saveriani è importante, più di un… capodanno. Infatti, ci ricorda l’inizio della vita celeste del fondatore san Guido Conforti, che ha seminato nel cuore dei suoi figli un profondo spirito di famiglia e il desiderio per l’annuncio del vangelo.

Quest’anno a Parma la festa è stata celebrata in modo speciale: oltre al ritiro spirituale e alla Messa solenne, si è aggiunto il calore della professione perpetua, con la quale quattro giovani saveriani hanno dedicato alla missione tutta la vita.

Missionario nella comunità

Per introdurci alla festa, il consigliere generale p. Eugenio Pulcini ci ha fatto meditare sulla “Missione in comunione”. È stato interessante capire che fare missione per un saveriano vuol dire fare comunità. Il saveriano è missionario nella e con la comunità.

E la vita comunitaria ha la sua radice nell’amore: “Per un saveriano offrire l’amore in comunità - ha detto p. Eugenio - è creare una comunità che sa ascoltare; è dare il proprio tempo per gli altri”. Con lo spirito riscaldato nell’amore e in comunione fraterna, siamo entrati nel cuore della festa del 5 novembre.

La professione solenne

Abbiamo iniziato la giornata con la preghiera mattutina dei salmi. Poi ci siamo preparati alla celebrazione della Messa in santuario, luogo di raccoglimento e preghiera, davanti alle reliquie del santo vescovo. In santuario si entra e ci si ferma per pregare o per vivere il sacramento della riconciliazione. Perciò il luogo è sempre aperto e vi è sempre un missionario a disposizione per ogni servizio spirituale.

Durante la Messa presieduta dal superiore p. Rosario Giannattasio, quattro confratelli - Ivanildo, Ferdinandus, Hotman e Raymon Trésor - hanno fatto la loro promessa solenne di vivere per la missione secondo il carisma saveriano, mentre altri 13 giovani hanno rinnovato la loro professione religiosa annuale.

Un gesto di fiducia

È stato commovente vedere i nostri quattro fratelli stesi sul tappeto durante la litania dei santi: un segno per dirci che essere missionario è vivere della stessa vita di Gesù.

Professare la vita religiosa missionaria è un gesto di fiducia e di affidamento al Padre.

Erano presenti all’evento i saveriani di Parma, Salerno, Ancona, Desio, Brescia e di altre comunità saveriane nel nord Italia, il gruppo Gams (Amici dei missionari saveriani) e tanti altri. Un grazie speciale ai nostri formatori, ai confratelli della casa madre e della congregazione, a tutti gli amici che hanno voluto esserci vicini.



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