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Per la pace a Bukavu: Una radio, una festa

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Nel cuore dell'Africa, Radio Maria Regina di Pace

Bukavu. E’ l’alba della festa dell’Assunta. Gli altoparlanti della moschea a tutto volume invitano i musulmani alla preghiera del mattino. Il sole fa fatica a farsi strada; il cielo è ricoperto da una fitta coltre di nubi che non fanno presagire bene. Il vento soffia forte, sollevando polvere rossa dalle strade in terra battuta.

Oggi celebriamo anche una giornata di sensibilizzazione per la radio diocesana: "Radio Maria, Regina di Pace". Da un anno e mezzo questa radio cattolica ha cominciato a far sentire la sua voce a Bukavu e dintorni. Tre vescovi lungimiranti l’hanno voluta per ridare speranza in un ambiente disastrato dalla guerra e dalle violenze. C’è bisogno del sostegno della comunità, affinché la radio cresca e si sviluppi. Io faccio parte dell’equipe dirigente.

Invitati speciali sono il Movimento sacerdotale mariano, i gruppi di azione cattolica e i gruppi di preghiera. I fedeli continuano ad arrivare sulla spianata della cattedrale dal mattino presto. Vengono in processione, dalle missioni più lontane con striscioni, bandiere colorate. Cantano, danzano, suonano i tamburi di festa.

"Sono uscito da casa alle cinque, ma sulla strada ho incontrato un gruppo di soldati: mi hanno fatto tante domande e mi hanno picchiato. Non so come sia riuscito a liberarmi. Certo la Madonna è intervenuta…", mi dice un giovanotto che veniva da Baghira. Una mamma mi saluta sorridente: "Padre, ogni tanto riesco a sintonizzarmi su Radio Maria. Mi piace tanto. Sono qui per sostenere la nostra radio e dire grazie a Maria".

La celebrazione è appena cominciata; il vento ha spazzato via le nubi; il cielo è limpido. Il piazzale della cattedrale è pieno, come nelle grandi occasioni, con più di cinquemila fedeli. C’è clima di festa.

Al momento delle intenzioni di preghiera, tutto il personale della radio si passa il microfono per invitare i fedeli a pregare per la Chiesa universale, per la Chiesa di Bukavu, per coloro che ci governano, per i gravi problemi della fame, della violenza, della mancanza di giustizia, della corruzione… Il giornalista cieco commuove tutti con la sua invocazione: "Maria, Madre di tutti noi, guardaci nelle sofferenze della nostra vita quotidiana. Abbiamo fame, non abbiamo i mezzi per mandare i figli a scuola, le figlie sono violentate, l’Aids ci minaccia… Maria, Madre della misericordia, fa che non perdiamo la speranza che è nei nostri cuori."

All’offertorio, sono state raccolte le offerte a sostegno della radio, in diverse ceste che sono state portate sull’altare.

Erano quasi le due del pomeriggio quando Ben Kabamba, il direttore della radio ha concluso: "In questi tempi dove le tenebre sembrano prevalere, siamo chiamati ad annunciare la verità. Siamo chiamati a portare il vangelo di Gesù in questa regione afflitta da violenze e conflitti. Radio Maria, Regina di pace, ringrazia tutti per aver partecipato alla festa. Vi accompagnerà ogni giorno in casa, al lavoro, per strada, dovunque la vostra radio è accesa".

Nel pomeriggio la festa è continuata con 15.000 giovani, a suon di musica.



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