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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

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Durante lo scorso Avvento, il padre Pandri mi ha chiesto di dare un piccolo aiuto per un gruppo missionario di giovani a Tavernerio. Ragazzi e ragazze si sono trovati “sprovvisti” della loro guida, in quanto padre Carlo è stato chiamato in missione in Africa.

Ci incontriamo insieme a loro nella casa saveriana di Tavernerio, la scorsa domenica 18 gennaio 2026 alle 15.00.

Saverio 1Veniamo accolti da 9 di loro, mentre altrettanti giovani seguiranno l'incontro a distanza, via Meet.

Padre Pandri ha scelto un brano significativo per introdurre e dare un senso all'incontro: Lc 10, cioè l'invio dei settantadue discepoli. Infatti, il suo commento si sofferma sull'essere riuniti, sull'invio a due a due, sul fare comunità. E' importante qui non perdere il senso del percorso fin qui fatto dai ragazzi e…dalla fraternità sin qui creata. Ed è su questo che io trovo il loro punto di forza…

I giovani sono poi invitati a riprendere l'esperienza missionaria che la gran parte di loro ha vissuto: campi missionari Saveriani a Scampia e in Albania.

Un tempo di riflessione personale, a coppie e un “lavoro simbolico”: realizzare con il cartoncino colorato un oggetto, animale…che rimanda a un aspetto della loro esperienza vissuta.

Arriva il momento della condivisione, dove leggo sui loro volti emozione, un po' di curiosità e di aspettativa di cosa raccontano gli altri sull'esperienza vissuta insieme.

La loro testimonianza però si rivela illuminante: conservo il vivo ricordo e il mio cuore è ancora riscaldato dai loro riferimenti ad accogliere i problemi e le difficoltà nella loro vita e a viverli con coraggio; al saper attendere il momento propizio per vivere un'esperienza che non era stato ancora possibile fare; “leggere” negli occhi dei bambini incontrati e specchiarsi in quegli sguardi; essere consapevoli che noi viviamo in un contesto “senza spigoli”, dove ci va tutto bene, mentre nei paesi di missione è ben diverso…e molto altro.

Mi colpisce non solo la profondità delle esperienze condivise, ma anche l'intensità, la commozione mista a gioia (e chissà anche a cosa…), il clima di semplicità e fraternità.

Lo stesso clima scandisce anche la celebrazione dell'Eucarestia con la quale concludiamo il pomeriggio e l'abbraccio fra tutti, allo scambio della pace, non mi sembra simbolico, ma racconta un po' questa fraternità che…immagino non si sia mai interrotta… “una ripresa”, appunto!



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