Una ripresa a due a due ...
Durante lo scorso Avvento, il padre Pandri mi ha chiesto di dare un piccolo aiuto per un gruppo missionario di giovani a Tavernerio. Ragazzi e ragazze si sono trovati “sprovvisti” della loro guida, in quanto padre Carlo è stato chiamato in missione in Africa.
Ci incontriamo insieme a loro nella casa saveriana di Tavernerio, la scorsa domenica 18 gennaio 2026 alle 15.00.
Veniamo accolti da 9 di loro, mentre altrettanti giovani seguiranno l'incontro a distanza, via Meet.
Padre Pandri ha scelto un brano significativo per introdurre e dare un senso all'incontro: Lc 10, cioè l'invio dei settantadue discepoli. Infatti, il suo commento si sofferma sull'essere riuniti, sull'invio a due a due, sul fare comunità. E' importante qui non perdere il senso del percorso fin qui fatto dai ragazzi e…dalla fraternità sin qui creata. Ed è su questo che io trovo il loro punto di forza…
I giovani sono poi invitati a riprendere l'esperienza missionaria che la gran parte di loro ha vissuto: campi missionari Saveriani a Scampia e in Albania.
Un tempo di riflessione personale, a coppie e un “lavoro simbolico”: realizzare con il cartoncino colorato un oggetto, animale…che rimanda a un aspetto della loro esperienza vissuta.
Arriva il momento della condivisione, dove leggo sui loro volti emozione, un po' di curiosità e di aspettativa di cosa raccontano gli altri sull'esperienza vissuta insieme.
La loro testimonianza però si rivela illuminante: conservo il vivo ricordo e il mio cuore è ancora riscaldato dai loro riferimenti ad accogliere i problemi e le difficoltà nella loro vita e a viverli con coraggio; al saper attendere il momento propizio per vivere un'esperienza che non era stato ancora possibile fare; “leggere” negli occhi dei bambini incontrati e specchiarsi in quegli sguardi; essere consapevoli che noi viviamo in un contesto “senza spigoli”, dove ci va tutto bene, mentre nei paesi di missione è ben diverso…e molto altro.
Mi colpisce non solo la profondità delle esperienze condivise, ma anche l'intensità, la commozione mista a gioia (e chissà anche a cosa…), il clima di semplicità e fraternità.
Lo stesso clima scandisce anche la celebrazione dell'Eucarestia con la quale concludiamo il pomeriggio e l'abbraccio fra tutti, allo scambio della pace, non mi sembra simbolico, ma racconta un po' questa fraternità che…immagino non si sia mai interrotta… “una ripresa”, appunto!
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.








