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Appena finita la preghiera fu il momento degli avvisi: un ragazzo si avvicinò al microfono per presentare una serie di incontri organizzati dal Cmd nei quali sarebbero stati affrontati temi inerenti alle ingiustizie, alla cultura dei popoli, Brasile, Africa… C’era qualcosa in quella proposta che rispondeva, forse, alla mia domanda di sapere, al mio desiderio di guardare oltre, più lontano rispetto ai confini del mio quotidiano, che interpellava in qualche modo la mia fede… Decisi di partecipare: fu così che iniziò la mia esperienza nel mondo della missione, cogliendo questa ricca opportunità! 

Con il corso di formazione alla mondialità e missionarietà, il Cmd offre una ricca opportunità; al suo esordio, nel 1994, rappresentò una vera e propria novità sul territorio per la sua offerta formativa attenta alle tematiche della giustizia, della pace, del dialogo tra culture, della cooperazione tra le Chiese, tutte questioni di cui ancora si parlava poco. 

L’EVOLUZIONE DEL CORSO IN SENSO ESPERIENZIALE 

Con il tempo la situazione cominciò a cambiare e si moltiplicarono le proposte di questo tipo da parte di associazioni, enti e organizzazioni, interpellate soprattutto dagli eventi del momento che vedevano mobilitata buona parte della società civile sulle questioni dei diritti umani: questo avvenne proprio a Firenze, nel 2002, in occasione del Social Forum Europeo dove la marcia per la pace fu l’avvenimento più clamoroso. 

Alla luce dei cambiamenti di quegli anni anche il corso compì la sua evoluzione per approdare ad una formula nuova dove l’offerta formativa, e quindi lo scambio di idee, fosse rafforzato dal momento esperienziale dando maggiore risalto alla proposta finale dei viaggi di conoscenza delle realtà missionarie. 

Possiamo affermare che due sono gli obiettivi sui quali si focalizza il cammino del corso: da una parte sensibilizzare formando e informando i giovani, e non solo, ai problemi delle relazioni tra Nord e Sud del mondo proponendo percorsi educativi per scoprire le connessioni tra la realtà che ciascuno vive quotidianamente e le realtà più lontane che, talvolta, sono percepite come estranee; dall’altra promuovere l’attenzione alla missionarietà, realtà di annuncio e testimonianza nel rispetto delle culture e nella ricchezza che scaturisce dalla cooperazione tra le Chiese, attraverso l’esperienza forte del viaggio. 

AVERE LE CHIAVI DI LETTURA PER CAPIRE

Le decine di relatori che si sono avvicendati negli anni hanno fornito le chiavi di lettura per comprendere i fenomeni e i meccanismi che governano il nostro mondo, per attingere informazioni corrette e accrescere il desiderio di relazione e vicinanza agli ultimi, ma anche per cambiare, con le nostre scelte quotidiane, i sistemi ingiusti che schiacciano l’uomo o danneggiano l’ambiente. Qui si inseriscono i nuovi stili di vita, ulteriore opportunità offerta dal corso per capire che ciascuno, nel suo piccolo, ha gli strumenti per essere protagonista di cambiamenti positivi a partire dalle relazioni con le persone, dal rapporto con le cose, la natura e tutto ciò che ci lega al resto del mondo, per avviare processi di cambiamento che, a partire dalla propria vita, possono arrivare, insieme agli altri, molto lontano. Il viaggio è divenuto l’emblema del nostro corso e anche il titolo, “Viaggiando s’impara…”, seguito ogni anno dalle parole che ne sintetizzano il tema, rappresenta l’essenza della proposta: viaggiare prendendo un aereo per incontrare altri popoli, altre culture, ma scoprire che il primo viaggio da compiere e dal quale si deve imparare è quello dentro di noi, quello che va dagli occhi al cuore e che fa cambiare il nostro modo di guardare il mondo, stabilire relazioni e aprirsi all’altro. 

UN VIAGGIO CHE INIZIA QUANDO SI TORNA

Ma come viaggiare? Chi è davvero il viaggiatore? Si tratta anzitutto di partire con un bagaglio leggero, libero da pregiudizi e preconcetti imposti dalla propria cultura, è necessario cambiare atteggiamento e mettersi in un’ottica di movimento, partire per iniziare un cammino, evolversi, trasformarsi, essendo disposti a lasciarsi coinvolgere dalla realtà che incontreremo. In questa dimensione, se vogliamo di abbandono e fiducia, colui che viaggia vivrà un cambiamento, un’evoluzione interiore per varcare le soglie della paura e trovare realtà altre. 

L’esperienza forte del viaggio apre cammini nuovi: per qualcuno è l’inizio di un approfondimento; per altri un impegno concreto; per ciascuno certamente rappresenta un’occasione preziosa per entrare in relazione, accogliere le ricchezze che il nostro mondo, seppur con mille contraddizioni, ci offre. È dunque il caso di dire che il vero viaggio inizia al ritorno! Mettendosi subito in gioco a partire dalla narrazione nella proposta Racconti di viaggio, occasione aperta a tutti dove i viaggiatori condividono con immagini e parole la propria esperienza, ma ancor di più, mettendosi in gioco seriamente attraverso un impegno nuovo, da intraprendere nelle proprie realtà ecclesiali e di vita. 

Dal 1994 a oggi hanno partecipato al corso circa mille persone, 360 hanno scelto di fare l’esperienza del viaggio. Le mete proposte hanno spaziato tra i vari continenti, 67 viaggi in tutto, interessando 25 paesi, ripetuti negli anni, che vedono la presenza di missionari fidei donum, religiose e religiosi. Dal 2016 sono state inserite anche destinazioni italiane (Lampedusa, Sicilia, Campania, Puglia) dove ci sono realtà forti di migrazione e marginalità. Due mostre fotografiche itineranti, con le immagini più belle e suggestive catturate dai viaggiatori, hanno raccontato culture, colori, emozioni. Siamo già al lavoro per le prossime destinazioni: Bolivia, Brasile, Palermo, Saharawi… Non ci resta che augurare buon viaggio! 



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