Il progetto avviato dal Cesvi, lo scorso 21 marzo, all’ospedale di saint Albert è il primo che tenta di bloccare la trasmissione contro la trasmissione materno-infantile dell’Hiv in Zimbabwe. Ce lo raccontano i protagonisti. - Tutte le immagini di questo servizio sono state realizzate dal fotografo Giovanni Diffidenti, di cui MO ha precedente pubblicato un reportage dall’Afghanistan (v. 6/2001).
La riduzione della trasmissione del virus dalla madre infetta al figlio è una delle poche cose concrete che si possono fare, con risultati immediati.
L’Aids in Zimbabwe significa: 1.500.000 sieropositivi, di cui il 30% delle donne in gravidanza; 56mila bambini sieropositivi, che non arriveranno a compiere cinque anni; mille morti alla settimana.
Il suo nome è Takunda. Che significa “we h…
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