Skip to main content

Quale genocidio silenzioso in Ruanda?

Condividi su

PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONItangheroni2@virgilio.it

1 marzo 2012 [Commento all’articolo Ruanda vulcano assopito del n. 6/2010 di “Missione Oggi” on-line].

Siete ridicoli! Ma quale genocidio silenzioso! In Ruanda è stata abolita la pena di morte! La rappresentanza femminile in Parlamento è la più alta al mondo! I tribunali Gacaca sono un esempio di autentica pacificazione tra i genocidari che si autoaccusano e la comunità! Il Presidente Kagame è uno dei pochi capi di Stato Africani assolutamente incorruttibile! Per quale motivo l’UE e gli Stati Uniti dovrebbero rivedere le loro posizioni sul Ruanda?

Fatela finita e rassegnatevi! Il Ruanda sta diventando un paese perfettamente pacificato, nonostante tutti gli uccelli del malaugurio che cantano canzoni ormai sempre più stonate. Vergogna!!!

* Risponde P. LORIS CATTANI, di “Rete di Pace per il Congo”.

Il dibattito sul Ruanda suscita inevitabilmente reazioni di ogni tipo, perché non si è ancora arrivati a una comprensione oggettiva della storia ruandese degli ultimi anni. Il popolo ruandese in quanto tale, senza alcuna distinzione di etnie: tutsi, hutu e twa, merita stima, rispetto e amore, perché ha troppo sofferto. Ciò non deve però impedire di poter essere critici nei confronti di un regime che, nonostante le apparenze, è sempre più violento, dittatoriale e repressivo.

Sì, è vero che in Parlamento e nel Governo ci sono molte donne. Ma intanto, altre donne come Victoire Ingabire, Agnès Uwimana, Saidath Mukakibibi sono in carcere perché osano esprimere idee diverse da quelle del regime. Se l’obiettivo iniziale dei tribunali Gacaca era quello di favorire la verità e la riconciliazione, essi sono ben presto diventati uno strumento di repressione e regolamento di conti. Basta leggere, tra moltissimi altri, il rapporto “Giustizia compromessa”, pubblicato il 31 maggio 2011 da Human Rights Watch.

Per quanto riguarda il genocidio dei rifugiati hutu ruandesi e di hutu congolesi, è lo stesso Rapporto Mapping dell’Onu sui crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dall’esercito di Paul Kagame in Congo RD, dal 1993 al 2003 e pubblicato il 1° ottobre 2010, che avanza tale ipotesi, che dovrebbe essere comprovata e confermata da un’autorità giudiziaria competente. Quindi, la critica dei missionari non è rivolta verso il popolo. Ma contro il regime. E quando i missionari osano denunciare violenze e ingiustizie, lo fanno sulla base delle testimonianze dirette e dei numerosi rapporti internazionali.

È loro dovere farlo, se vogliono essere fedeli al Vangelo e alla loro vocazione profetica.


Abbonato lettore e promotore

ARTURO MILANESI, 12 marzo 2012 a_milanesi@virgilio.it

In risposta al vostro invito a rinnovare l’abbonamento, mi spiace comunicare di non poter aderire alla Vostra richiesta in quando la mia vista è divenuta molto precaria in modo irreversibile, a causa dell’età. In compenso, ho regalato gli ultimi numeri della rivista ad alcuni amici, nella speranza che almeno uno di loro mi sostituisca nella lista degli abbonati. Cordiali saluti.

* Risponde p. MARIO MENIN, Direttore di “Missione Oggi”.

La sua risposta mi ha letteralmente commosso. Mi ha fatto venire in mente la figura di Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto del Signore e che prendendo tra le braccia il bambino Gesù, pronunciò il suo “nunc dimittis” (ora lascia, Signore, che il tuo servo vada in pace…) di ringraziamento per aver avuto la grazia di vedere quello che molti non avevano visto. Mi guardo bene dal paragonare la nostra rivista a quel bambino di Betlemme, ma chissà che un raggio della sua luce messianica passi anche attraverso le pagine di “Missione Oggi” che lei ha visto e letto ed ora ha messo nelle mani di alcuni amici, nella speranza che anche loro vedano e leggano… e si abbonino. Grazie per la sua preziosa collaborazione come fedele lettore ed ora promotore della rivista. Se ci vuol passare alcuni indirizzi di amici ai quali potremmo inviare la rivista, lo faremo volentieri, in forma di lancio per alcuni mesi, magari citando il suo profetico gesto.


Focsiv in piazza per sostenere il diritto al cibo

Roma, 29 marzo 2012.

Sabato 19 e domenica 20 maggio torna la campagna “Abbiamo RISO per una cosa seria”. Focsiv, la più grande Federazione italiana di organismi di volontariato internazionale, insieme a 23 dei suoi Soci, sarà presente in oltre 800 piazze italiane, per raccogliere fondi a sostegno di progetti di diritto al cibo nei Sud del mondo. Presso gli stand allestiti nelle piazze saranno distribuiti oltre 120.000 chili di riso: in cambio di una donazione minima di 5 euro, si potrà ricevere un pacco da 1 chilo di riso della qualità Thai Parboiled del commercio equo e solidale, certificato Fairtrade. L'iniziativa 2012, che gode del patrocinio del Segretariato Sociale RAI, si inserisce tra le celebrazioni del 40° Anniversario della Federazione. Il 19 maggio 1972, infatti, nasceva Focsiv come risposta all’appello di Paolo VI nell'enciclica Populorum Progressio (1967) dedicata alla cooperazione tra i popoli e al problema dei paesi in via di sviluppo.



Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito