Per un Egitto mediatore di pace
Saluti dall’Egitto, dall’isola di Zamalek, al Cairo, sulla riva del Nilo dov’è situata la Nunziatura! Saluti dal paese del Medio Oriente con la popolazione più numerosa della regione, una popolazione di oltre 80 milioni di abitanti e che cresce oltre un milione ogni anno! Saluti dal paese del Medio Oriente con il più elevato numero di cristiani!
Ma quanti sono i cristiani in questo paese? La risposta alla domanda può variare molto, fornendo cifre che vanno dal 6 al 20% della popolazione.
Generalmente si parla di una percentuale del 10%, il che corrisponde a oltre 8 milioni di persone, che vivono non solo nelle grandi città del Cairo e di Alessandria, ma anche e forse soprattutto nell’Alto Egitto. La stragrande maggioranza dei cristiani appartiene alla Chiesa Copta Ortodossa, con a capo il Patriarca di Alessandria e Successore della Predicazione di San Marco, il Papa Shenuda III.
I giornali qui hanno la tendenza a parlare sempre di musulmani e di copti, dimenticando così le altre comunità cristiane nel paese. In primo luogo ci sono i greci ortodossi con il Patriarcato di Alessandria e di tutta l’Africa. Poi, tra gli ortodossi, troviamo ancora gli armeni e i siri. Dall’altro lato si deve fare menzione della Chiesa Anglicana Episcopaliana e delle diverse comunità protestanti, di cui ventisette si sono federate sotto un solo capo.
La Chiesa Cattolica è presente con i suoi sette riti: copto, maronita, greco-melkita, siriano, armeno, caldeo e latino, ma il numero complessivo dei suoi fedeli non sorpasserebbe le 300mila unità. I copti cattolici, i più numerosi, hanno sette eparchie o diocesi, e fanno capo al Patriarca di Alessandria, Sua Beatitudine Antonios Naguib, recentemente creato cardinale. Gli altri riti hanno un vescovo ciascuno (salvo i caldei che aspettano la nomina di un nuovo vescovo). Il Patriarca Naguib è ex officio Presidente dell’Assemblea della gerarchia cattolica d’Egitto.
Questa grande varietà all’interno della Chiesa Cattolica è una fonte di ricchezza spirituale, ma presenta anche una sfida di cui si è parlato durante il recente Sinodo per il Medio Oriente.
Una delle sue proposizioni finali recita: “In un mondo segnato da divisione e da posizioni estreme noi siamo chiamati a vivere come Chiesa di comunione, restando aperti a tutti, senza cadere nel confessionalismo”. S’indicano diversi possibili passi concreti: una commissione di coordinamento per i cattolici di tutto il Medio Oriente; incontri periodici dei vescovi della regione; la solidarietà materiale; una “banca” di sacerdoti per favorire l’aiuto reciproco. Credo di poter dire che l’Egitto avrà un ruolo di primo piano in questa collaborazione.
Sulla riva del Nilo, a Ma’adi, un quartiere meridionale del Cairo, si trova una chiesa copta ortodossa dedicata alla Vergine Maria. L’ho raggiunta una sera in feluca, la barca a vela tradizionale egiziana, con i parenti e gli amici di un sacerdote egiziano. C’era molta gente, famiglie, giovani, seduti fuori a godere l’aria fresca, ma dentro la chiesa uno dei sacerdoti stava celebrando un matrimonio. Questo non è il luogo dove Mosè fu trovato in una cesta dalla figlia del faraone, ma è noto invece per un altro fatto. Un giorno arrivò, galleggiando sulle acque del Nilo, una Bibbia, aperta ad una pagina del profeta Isaia dove si legge: “Benedetto l’Egitto, il mio popolo”.
La Bibbia, conservata in una vetrina in un locale accanto alla chiesa, si venera con diverse icone ed altri oggetti di devozione.
Come per ogni luogo santo, ci si deve togliere le scarpe prima di entrare. Vale la pena citare il brano d’Isaia in cui s’inserisce la benedizione sopra citata: “In quel giorno ci sarà una strada dall’Egitto verso l’Assiria; l’Assiro andrà in Egitto e l’Egiziano in Assiria, e gli Egiziani renderanno culto insieme con gli Assiri. In quel giorno Israele sarà il terzo con l’Egitto e l’Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedirà il Signore degli eserciti: ‘Benedetto sia l’Egiziano mio popolo, l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità’” (Is 19,23-25).
Possa l’Egitto adempiere oggi ancora il suo ruolo di mediatore di pace.







