Il Sinodo africano in cammino
Le due assemblee speciali per l’Africa del Sinodo dei vescovi, si possono concepire come la prosecuzione logica l’una dell’altra. La prima ha offerto alla seconda la terminologia e l’indispensabile retroterra. Si potrebbe dare loro un unico titolo: “Chiesa-Famiglia di Dio in Africa di fronte alla responsabilità di servire la riconciliazione, la giustizia e la pace”. Con il secondo Sinodo c’è stata, infatti, una nuova presa di coscienza dell’essere “Chiesa-Famiglia di Dio” e delle urgenti sfide che ci attendono nel cammino di evangelizzazione. Ecco un rapido panorama di ciò che cerchiamo di vivere come cammino di fede dopo la consegna di Africae munus, nella quale la nostra diocesi ha trovato conferma di alcune intuizioni espresse nei piani pastorali del 1991-2001 e 2002-2012.
Le Comunità ecclesiali di base (Ceb)
Nelle Ceb si è fatto più forte il senso di famiglia e l’idea che sia un luogo di aiuto reciproco per la pratica della vita cristiana. I membri delle Ceb guardano con un nuovo sguardo al loro ambiente di vita e si sentono responsabili suoi confronti e del suo avvenire. Le riunioni settimanali e i ritiri di quaresima hanno contribuito molto a sviluppare una spiritualità di comunione. Il sacramento della riconciliazione s’è arricchito della sua dimensione comunitaria e della necessità di riparare ai torti causati alle persone e alla natura.
Costume di vita cristiana
Si sta operando un grande discernimento tra la fede che nasce dalla predicazione evangelica e i costumi locali. La cultura tradizionale sta per cedere il posto a una cultura ibrida che si alimenta con modi di vita ritenuti “moderni”. La Parola di Dio, che trascende ogni appartenenza etnica, diventa sempre più il riferimento e il criterio di valutazione dei fatti culturali antichi e nuovi. Da essa nasce la nozione di “costume cristiano” al quale aderiscono anche i non cristiani perché più rispettoso della vita umana. Cristiani o non cristiani, tutti sono unanimi nello sbarrare la strada alle false concezioni del matrimonio e del vivere insieme dell’uomo e della donna come l’ha voluto Dio.
I diritti umani
La nostra Chiesa-Famiglia di Dio ha preso posizioni coraggiose in favore delle donne e dei bambini e si è impegnata per la promozione della loro integrità fisica, morale e spirituale. Le leggi civili iniziano a essere applicate nei casi delle mutilazioni femminili e dei maltrattamenti dei bambini. Ciò incoraggia il nostro impegno. La pastorale dei diritti umani, avviata da una ventina d’anni, ci ha portato a creare in tutte le parrocchie i comitati di «Giustizia e pace». Alcuni comitati hanno svolto un importante ruolo nelle mediazioni dei conflitti tra allevatori e agricoltori. Abbiamo aderito al progetto «Consolidamento delle capacità della popolazione in materia di procedura giudiziaria» legato al Programma di appoggio alla giustizia in Ciad (Prajust) avviato dall’Unione europea, riuscendo a coinvolgere diverse componenti della società, ben al di là della cerchia dei cattolici.
Dialogo intercristiano e interreligioso
Non ci sono molti passaggi da una confessione all’altra, anche se la conversione di un cristiano all’islam fa molto rumore. I nostri rapporti con la religione tradizionale africana sono buoni perchè essa è l’ambiente da dove provengono i cristiani. Con alcune Chiese protestanti e con l’appoggio dell’Alleanza biblica mondiale, la diocesi è riuscita a realizzare una traduzione ecumenica della Bibbia in lingua sar, la lingua locale. Ciò ha creato una maggiore confidenza tra di noi, che è accolta con grande favore.
Impegno politico
La formazione dei leaders cristiani in vista di un impegno diretto in politica resta una grande sfida. Il disinteresse e il disprezzo per la politica bloccano ogni iniziativa in questo senso. Alle ultime elezioni legislative abbiamo incoraggiato pubblicamente le candidature di cristiani cattolici, ottenendo risultati positivi. Con il ritorno della pace e la ripresa della produzione del petrolio, la situazione economica del paese è molto evoluta, ma come contropartita, essa è accompagnata dalla corruzione e dalla perdita dei valori fondamentali. Coniugare il buon governo con la pace sociale è una delle nuove sfide per noi cristiani.
Sarh (Ciad) , 13 settembre 2013.






