Li chiamò presso di sé
Dall’intimità con Gesù alla missione
L’Autore, docente di teologia fondamentale presso il Seminario di Venegono (Mi), raccoglie in questo volume le meditazioni offerte nel gennaio 2012 a un gruppo di preti della diocesi ambrosiana, dopo il rientro dall’esperienza di fidei donum nel nord del Brasile (2004-2010).
Il libro non propone solo un’ottima sintesi di spiritualità missionaria, ma anche un piccolo trattato di teologia missionaria, appena velato dalle pieghe linguistiche di un corso di “esercizi spirituali”.
Il tutto alla duplice scuola della Parola e della vita, di indubbia ispirazione martiniana. Ne esce una teologia che sgorga dalla Scrittura e si lascia influenzare dalla vita (missionaria) dell’A., cioè una teologia “pé no chão”, fatta anche con i piedi, come si direbbe in Brasile, lasciandosi cioè condizionare dal contesto in cui si vive.
Ne viene fuori una musica che fa bene non solo agli orecchi dei chierici ambrosiani, ma di tutti i missionari, religiosi e laici, uomini e donne, desiderosi di ritrovare la fonte della loro azione, secondo la logica biblica: dall’ascolto (della Parola) alla missione, ovvero, come recita il sottotitolo del libro, “dall’intimità con Gesù alla missione”.
Il lettore si trova, insomma, tra le mani una piccola grammatica teologico-spirituale della missione, articolata in nove capitoli, di cui il primo funge da portale d’entrata, ispirato all’esortazione di Paolo (cfr. Ef 4,17- 24) a camminare in maniera degna della vocazione ricevuta; mentre l’ultimo costituisce il sigillo di tutto l’itinerario di maturazione della vocazione apostolica, ispirandosi all’opera bella di una donna, di Betania, la quale “spreca” tutto per Gesù (cfr. Mc 14,3-9).
I rimanenti capitoli, dal secondo all’ottavo – con eccezione del quarto –, sono dedicati ad altrettante “chiamate” dei discepoli presso di sé (proskaléomai) da parte di Gesù nel Vangelo di Marco.
Il quarto capitolo, cuore del libro, pur lasciando momentaneamente l’opera di Marco, non costituisce un’interruzione della riflessione sulle sei “chiamate” registrate dall’evangelista, ma ne approfondisce il significato attraverso la declinazione dei “dieci passi di Vangelo” necessaper maturare un’autentica coscienza apostolica, ispirandosi alla “chiamata” missionaria di Paolo e compagni in At 16,1-15. Un vero e proprio manuale di comportamento ad usum missionariorum fondato sull’attenta osservazione della forma messianica della missione, propria di Gesù e dei suoi discepoli-missionari, in primis Paolo.
Di seguito i “dieci passi del Vangelo”, secondo Antonelli:
- 1) riconoscere le divergenze tra i vari soggetti della missione;
- 2) preferire in ogni modo la forma comunitaria di missione;
- 3) trasmettere il cuore del Vangelo;
- 4) accettare che lo Spirito impedisca ai soggetti della missione di realizzare qualche progetto;
- 5) accettare la notte come grembo fecondo di nuove visioni missionarie;
- 6) ripartire dall’intimità con il Signore;
- 7) non avere paura di interrogare, forma eccellente di correttezza e di amore;
- 8) parlare dove la gente si riunisce;
- 9) cooperare all’opera del Signore;
- 10) abitare nella casa di chi accoglie il Vangelo.
Il volume è provvisto di un’opportuna introduzione, dove l’A. suggerisce, con sapienza ignaziana (cfr. Esercizi spirituali), le disposizioni migliori per mantenere la bussola e mettere ordine nella propria vita apostolica, secondo la volontà di Dio, che porta il nome di Gesù di Nazareth; e di un’eloquente conclusione, ispirata alla danza di Davide, per continuare il cammino della missione, come narrazione al mondo della bellezza di Dio.
Senza citare i monaci irlandesi, “pellegrini per amore di Dio”, l’A. ci aiuta a riscattare un concetto antico di missione, come quello della peregrinatio pro Dei amore(pellegrinaggio per amore di Dio), di cui la Chiesa ha bisogno oggi per effettuare quel “balzo innanzi”, di cui parlava Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio. Un “balzo innanzi” che richiede itinerari e tempi di conversione a tutti coloro che vogliono continuare l’azione bella della missione, la danza del Vangelo nel mondo.
Di schegge di questa danza è seminato tutto il libro, grazie al ricordo – mai autoreferenziale – di scene di vita missionaria dell’A. e alle citazioni di personaggi significativi (oltre il card. Martini, Giovanni XXIII, Francesco d’Assisi, Z. Bauman, G. Lercaro, M. de Certeau, H. de Lubac, M. Do, C. Bobin, Paolo VI, H. Câmara), che non pesano nell’economia del pensiero, anzi la rendono più profeticamente sostenibile, ispirata e coinvolgente.







