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Cinque anni di ricostruzione per un costo stimato di 300 miliardi di dollari e vent’anni per smantellare i reattori della centrale n. 1 di Fukushima e mettere in sicurezza il suo carico micidiale di combustibile atomico sono solo dati, numeri... indispensabili, ma alla fine senza senso, ancora a distanza di due mesi dalla catastrofe dell’11 marzo. Inevitabilmente il Giappone s’interroga, ma suscita anche un gran numero di domande che si aggiungono alla già abituale difficoltà di analizzare il paese del Sol Levante, che a sua volta ha sempre fatto poco per farsi comprendere. O forse no. Questione di prospettive e di parametri, con in più l’intimità di questo popolo con la sua terra, con le tremende forze della natura che ne hanno segnato l’esistenza, con una tenacia che lascia sbalorditi…

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