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La chiusura dell’agenzia Misna lo scorso 31 dicembre da parte dei quattro Istituti missionari italiani – Comboniani, Consolata, Pime (Pontificio istituto missioni estere) e Saveriani – segna la fine di un’epoca per la stampa missionaria. Precedentemente erano scomparse alcune testate storiche, come Popoli, dei Gesuiti di Milano – che pure aveva realizzato un restyling completo dal punto di vista della grafica e dei contenuti –; ma anche più recenti, come Ad Gentes, fondata nel 1997, l’unica rivista di teologia e antropologia della missione in lingua italiana. Nella diagnosi ufficiale della crisi della stampa missionaria, a far morire le riviste non c’è solo un forte deficit di bilancio, cioè l’emergenza economica, ma anche l'esaurimento di un modello editoriale. Si conclude un’epoca, quella della carta stampata, ma anche di un certo modello di missione e di comunicazione, duramente provati dalla “rivoluzione digitale”.

Secondo il segretario della Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana), padre Gigi Anataloni, direttore di Missioni Consolata, un colpo mortale alla carta stampata è stato inferto dall’aumento delle tariffe postali, per cui solo tra il 2010 e il 2011 le riviste missionarie hanno versato un milione di euro in più. Ma, secondo il comunicato stampa dei superiori generali dei quattro Istituti missionari italiani sulla vicenda di Misna (15 gennaio 2016), ad influire sulla sua chiusura sono state meno le motivazioni economiche e più la difficoltà di garantire personale adatto e specializzato davanti alla trasformazione in atto della missione e al “profondo cambiamento della realtà della comunicazione”. Di modo che il crollo degli abbonamenti alle riviste – cartacee e on line – si spiega solo in parte con la crisi degli Istituti missionari (invecchiamento, calo delle vocazioni, concorrenza dei nuovi “soggetti missionari”, come associazioni laicali, agenzie e ong internazionali ecc.). Siamo davanti a un cambiamento epocale della comunicazione.

Di fronte a questa metamorfosi, i Saveriani hanno realizzato un convegno speciale a Tavernerio (Co), nei giorni 17-30 gennaio 2016, il primo del genere nella storia ultracentenaria della Congregazione. Nell’ora forse più drammatica per la stampa e i media missionari, i Saveriani guardano al mondo dei Social Media come a una nuova frontiera della loro comunicazione, non solo, ma anche della loro azione missionaria. Al Convegno – dal titolo Carisma saveriano e Social Media – hanno partecipato una trentina di delegati dai 20 paesi in cui i Saveriani operano. Come essere missionari on line, come abitare la rete: sono le sfide affrontate dal Convegno. Scandito tra relazioni, laboratori e testimonianze, il Convegno aveva l’obiettivo di orientare i Saveriani nell’ambiente digitale, tra le paure e le speranze suscitate dalle nuove tecnologie, ma pure di dotarli di un nuovo progetto di comunicazione, che valorizzi i Social Media. La missione, infatti, si costruisce anche in rete.

Facendo tesoro delle indicazioni emerse da questo Convegno e tenendo conto della riduzione della disponibilità economica, Missione Oggi sperimenterà quest’anno un aggiornamento della veste grafica, una riduzione della periodicità – passando dai nove numeri annunciati a sette, con l’aumento delle pagine da 48 a 64, da febbraio-marzo –, e il potenziamento del sito web, che vi invitiamo a visitare, utilizzando anche il codice QR (Quick Responsive) in copertina. Ringraziamo di cuore tutti i lettori che ci hanno già segnalato la loro fiducia confermando l’abbonamento.



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