CIRCA LA CHIUSURA DI MISNA
P. LUIGI MENEGAZZO
Missionari Saveriani
P. TESFAYE TADESSE GEBRESILASIE
Missionari Comboniani
P. STEFANO CAMERLENGO
Missionari della Consolata
P. FERRUCCIO BRAMBILLASCA
Missionari del Pime
Roma, 15 gennaio 2016
Presa visione di quanto apparso sulla stampa alla fine di dicembre 2015 e inizio gennaio 2016 circa la chiusura dell’agenzia Misna di proprietà dei quattro Istituti missionari italiani (Comboniani, Consolata, Pime e Saveriani), desideriamo precisare i seguenti punti. La criticità della Misna non è storia recente. Per quasi dieci anni i quattro Istituti hanno cercato di trovare soluzioni viabili per garantire sia il personale missionario che i fondi necessari al funzionamento della stessa. Il 9 novembre 2015 i quattro superiori generali si sono riuniti per una valutazione finale. Fatta una approfondita analisi dei vari aspetti dell’attuale situazione al riguardo, sono emersi chiaramente alcuni problemi non facilmente superabili. Alla luce di queste ed altre considerazioni, onestamente e concordemente siamo pervenuti alla decisione di porre fine all’attività dell’Agenzia con il 31 dicembre 2015. Tale sofferta decisione è stata comunicata ai membri del Cda della Misna ed è stata scritta una lettera che è stata consegnata a mano al segretario della Cei e al direttore della Fondazione Missio, l’organismo pastorale costituito dalla Cei al fine di sostenere e promuovere la dimensione missionaria della Chiesa italiana.
Il contenuto della lettera è stato comunicato ai giornalisti dell’agenzia tramite il direttore della stessa. Tre le ragioni fondamentali della chiusura, anzitutto si è rilevata la seria difficoltà da parte dei nostri Istituti di garantire personale adatto e specializzato per la gestione di una Agenzia come Misna. Il problema del personale è reale e concreto, anche legato all’impegno che i nostri Istituti hanno nei confronti di tutti gli altri mezzi di comunicazione: riviste, giornali on line e siti in diverse lingue e che, in tante parti del mondo, narrano la missione dando voce ai senza voce. La questione economica. Pur riconoscendo il valido e cospicuo contributo della Cei e la volontà di aiutare, la situazione è pesantemente deficitaria e preoccupante per i nostri Istituti. Finora i nostri Istituti si sono sobbarcati spese che non ci sentiamo più di approvare davanti al cambiamento e alle esigenze della missione attuale.
Il profondo cambiamento della realtà della comunicazione in cui Misna si collocava, che ha portato l’Agenzia a modificare con il tempo lo stile iniziale. Dopo la lettera, su richiesta dei giornalisti, c’è stato un incontro tra gli stessi e due superiori generali; nell’incontro, cifre alla mano, i superiori hanno spiegato le loro ragioni. A seguito di questo incontro sono poi seguiti i regolari procedimenti per terminare i contratti a norma di legge. In contemporanea ci sono stati scambi di email e incontri personali con un rappresentante della Cei, in cui si sono esplorate delle possibilità per continuare il servizio della Misna. Il dialogo è stato positivo e interessante. Da sempre la Cei ha sostenuto l’Agenzia con grande generosità. Tuttavia, a causa della complessità del problema, non si è potuto arrivare a delle conclusioni operative soddisfacenti. Confessiamo che è stata una scelta molto difficile e penosa, presa nel contesto di “crisi” dei media missionari che dal 2010 hanno visto decimate le loro testate. Questa decisione, doverosa e improrogabile, non cancella la speranza e l’impegno di continuare ad animare ed informare il popolo di Dio sull’attività missionaria della Chiesa nel mondo. Vogliamo ringraziare, dal profondo del cuore, tutti coloro che, in questi anni, si sono coinvolti e generosamente prodigati per la Misna e salutare fraternamente tutte le persone solidali con la missione.
LA “PREDICA” DI UNA GIOVANE MUSULMANA
MAURO PINOTTI
dalla “Gazzetta di Reggio”, 21 dicembre 2015
Fabbrico (Re). In un momento storico costellato di fragili equilibri e di eventi drammatici, occasioni di dialogo come quella di domenica 20 dicembre 2015 proiettano una luce di speranza. Al termine della messa, Anica, appartenente alla comunità musulmana di Fabbrico, ha evidenziato gli elementi che accomunano le due religioni.
QUESTE LE PAROLE DI ANICA: “Penso che quello di realizzare un’umanità senza divisioni, […] sia un imperativo etico che viene sia dal Vangelo che dal Corano, perché dopo tutto ciò che di sbagliato sta accadendo intorno a noi, ci sono ancora persone di buona volontà che hanno deciso […] di dare avvio ad opportunità che ci consentono di conoscerci; per scoprire le radici comuni, […] i motivi per cui musulmani e cristiani e anche tutti gli altri credenti non possono essere in conflitto tra di loro, perché questo disattende la loro vocazione di credenti. […] La religione ci porta ad adorare Dio, ma […] per amare Dio dobbiamo contemplarlo nel volto di ogni uomo, e tutto ciò ci porta a capire che sono più le cose chi ci uniscono che le cose che ci dividono. Tra […] le cose che ci uniscono, abbiamo la fede in Gesù Cristo, figlio della Vergine Maria. […] Il Corano ingiunge ai musulmani di rispettare e onorare la Vergine Maria, considerata la donna più pura dell’universo, e di rispettare e onorare Gesù Cristo, e di aspettare la sua seconda venuta. […]. In nome di questi valori che ci accomunano vi invitiamo a festeggiare questo momento di convivialità insieme. In anticipo, Buon Natale a tutti”.







