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Un’assemblea nazionale a Roma, il 15 settembre, a 50 dall’inizio del Concilio

Vittorio Bellavite, Emma Cavallaro, Giovanni Cereti, Franco Ferrari, Raniero La Valle, Alessandro Maggi, Enrico Peyretti, Fabrizio Truini

Roma, 10 maggio 2012

La Chiesa cattolica celebrerà nel prossimo ottobre i 50 anni dall’inizio del Concilio […]. A ciò sono interessati non solo i fedeli cattolici, ma anche gli uomini e le donne di buona volontà associati, come dice il Concilio, “nel modo che Dio conosce” al mistero pasquale, che intendono, nel nostro paese come in tante parti del mondo, ricordare e interrogare quell’evento e quell’annuncio. Per questa ragione i gruppi ecclesiali, le riviste, le associazioni e le singole persone appartenenti al “Popolo di Dio”, firmatari di questo appello, convocano un’assemblea nazionale per sabato 15 settembre 2012 (ore 10-18) a Roma (Eur) nell’Auditorium dell’Istituto “Massimo”.

Nella consapevolezza dei promotori è ben presente il fatto che ricordare gli eventi non consiste nel portare indietro gli orologi, ma nel rielaborarne la memoria per capirne più a fondo il significato e farne scaturire eredità nuove ed antiche e impegni per il futuro. […] Così noi pensiamo che in questo modo, non meramente celebrativo, debba essere fatta memoria del Concilio nell’anno cinquantesimo dal suo inizio, e che al di là delle diverse ermeneutiche che si sono confrontate nella lettura di quell’evento, quella oggi più ricca di verità e di frutti sia un’ermeneutica della memoria rigeneratrice. Essa è volta a cogliere l’aggiornamento che il Concilio ha portato ed ancora oggi porta nella Chiesa, in maggiore o minore corrispondenza con il progetto per il quale era stato convocato.

L’assemblea di settembre vorrebbe essere una tappa di questa ricerca. Si terrà a settembre […] perché si intende rievocare, sia come inizio che come principio ispiratore del Vaticano II, anche il messaggio radiofonico di Giovanni XXIII dell’11 settembre 1962 che conteneva quella folgorante evocazione della Chiesa come “Chiesa di tutti e soprattutto Chiesa dei poveri”. Da questo deriva infatti il tema del convegno. Dopo un pensiero sulla Gaudet Mater Ecclesia (Rosanna Virgili), l’incontro si articolerà in tre momenti:

  1. il primo dedicato a ricordare ciò che erano la Chiesa e il mondo fino al Concilio (Giovanni Turbanti);
  2. il secondo per discernere tra le diverse ermeneutiche del Vaticano II (Carlo Molari);
  3. il terzo sulle prospettive future, nella speranza di un aggiornamento che continui (Cettina Militello); con parole conclusive di Raniero La Valle (Il Concilio nelle vostre mani).

Sono previsti diversi interventi e contributi di testimoni del Concilio così come di comunità, di gruppi e di persone presenti al convegno, che potranno testimoniare la loro volontà di essere protagonisti della vita della Chiesa. […]

**L’incontro è promosso da 59 tra associazioni, gruppi e comunità e da 24 riviste, tra cui “Missione Oggi”. Per l’elenco completo dei promotori e per le adesioni on-line visionare la seguente pagina web: http://appelli.arcoiris.tv/chiesa_di_tutti/index.php


Viaggio in Albania, i conti tornano

GIANFRANCO CARRERA, Associazione “Di mano in mano”

Roncopascolo (Pr), 3 aprile 2012

“Se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto…”. Leggiamo queste parole del Vangelo di Giovanni il primo giorno di viaggio con destinazione Albania. […] Siamo un bel gruppo, giovani e vecchi, insieme per l’ottavo viaggio di solidarietà dei Laici Missionari della Carità di Parma, realizzato con l’appoggio dell’associazione “Di mano in mano”. […]

Non ho parole convincenti per spiegare un Vangelo così “duro”, ma voglio provare a tradurre sensazioni e sentimenti perché queste parole che mi hanno aiutato a trovare pace dove la ragione si rifiutava di accettare la realtà, possano dare conforto anche ad altri.

Come capire o almeno accettare la dura realtà della Casa di accoglienza di Scutari dove oltre 70 bambini gravemente ammalati trascorrono le loro giornate? Alcuni sono arrivati piccolissimi, tanti moriranno. Molti sono bloccati in un lettino, non possono mangiare, parlare, lavarsi; dipendono per ogni piccola cosa dalle suore, dai volontari e dalle donne che vi lavorano. Dov’è la ragione in tutto questo? Il silenzio, la preghiera e la condivisione allentano l’angoscia, ma i conti iniziano a tornare solo se abbiamo la forza, come dice D. Bonhoeffer, di aggrapparci alla croce e non di capirla.

Ed i conti tornano nell’amore delle suore della Carità verso queste piccole creature indifese. Ed i conti tornano nei sorrisi e negli occhi vispi, nei piccoli movimenti della testa, nella gioia che prende forma in ogni modo, quando ti avvicini e l’incontro si trasforma in baci, abbracci, carezze… E tornano soprattutto nella relazione pura, bella, sincera, unica che i bambini di Scutari ci hanno donato […]. Per i bambini, per le suore, i conti tornano… e per noi? Questo viaggio in Albania è come se fosse il primo. Gli incontri, le relazioni, le suore della Carità, il Vangelo, i bambini sono altrettanti segni che portano in un’unica direzione:

fare bella la nostra vita e non avere paura di morire alle cose inutili, al prestigio, all’arrivismo, all’individualismo, all’egoismo, al conto in banca […], solo così avremo meritato quei sorrisi.



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