DALL’OLANDA NON SOLO TULIPANI, MA ANCHE UNA DANZA COME PREGHIERA
Vi invito a pregare con le parole del Sal 90: Tu che abiti al riparo dell’Altissimo.
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore
e dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio,
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza,
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno
[...]
Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.
Lo salverò perché a me si affidato...
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
Mi sento onorata e grata al cosmo e a Dio, ancor di più in questo momento difficile per l’umanità. […] Tante convivenze ora sono messe a dura prova, ma nulla potrà separare ciò che il Signore ha unito. Questo tempo porta luce e verità in tutti i piccoli meandri della nostra vita, là dove non avremmo mai pensato di guardare... ora siamo lì, tutti... e a volte quello che vediamo non è sempre facile.
Prego perché Dio mi indichi la strada del servizio anche attraverso i miei seminari [di danza come preghiera], e ringrazio perché dalle persone che vi partecipano imparo tanto: siamo tutti/e come degli specchi gli uni per gli altri.
Prego per tutte le persone che ora faticano a trovare le risorse [spirituali] necessarie, per tutti coloro nelle cui vite la materia la fa ancora da padrona; prego perché in loro avvenga qualcosa, perché la crisi inneschi domande forti e faccia scemdere lo Spirito santo nei loro cuori, come fuoco a scaldarli, a bruciare tutto ciò che non è più utile per la loro e la nostra spirituale evoluzione collettiva.
Sento che tutti coloro che già erano sulla “Via”, ora hanno una responsabilità maggiore: saranno dei fari di speranza e bellezza per tutti. L’Amore vive ora le prove più importanti, siamo nel Getsemani, apprendendo, dai nostri attaccamenti, che la materia è soggetta alla legge della disgregazione, mentre lo spirito è eterno, dinamico, danzante.
Mi permetto di proporvi una danza come preghiera: il Kyrie sul CD di Robert Gass & On Wings of song. Sul CD ci sono due musiche: Il Kyrie e l’Alleluia. La musica si trova con facilità in internet.
Contattatemi per favore se desiderate i passi della danza:
cell. 328 7717767 – joycedanze@gmail.com – www.danzemeditative.com
Concludo con una poesia di Fr. Richard Hendrick, Ofm, dell’Irlanda, da me tradotta liberamente.
Sì, c’è paura.
Sì, c’è isolamento.
Sì, c’è malattia.
Sì, c’è persino morte.
Dicono che a Wuhan dopo tanti anni di rumore, si possono udire di nuovo gli uccelli.
Dicono che, dopo poche settimane di quiete, il cielo non è più denso di fumo, ma blu e chiaro.
Dicono che per le strade in Italia le persone cantono l’un l’altro tenendo le finestre aperte in modo che coloro che sono soli possano sentire i suoni dei vicini.
Dicono che nell’Irlanda occidentale una giovane donna sta distribuendo volantini nel quartiere con il suo numero in modo che gli anziani possano avere qualcuno a cui rivolgersi.
In tutto il mondo le persone stanno rallentando, riflettendo e guardando i vicini in modo nuovo.
In tutto il mondo le persone si stanno svegliando alla realtà […] delle nostre interconnessioni e di quanto poco controllo abbiamo veramente.
Svegliarsi con ciò che conta davvero, con il potere della preghiera, della meditazione, della gentilezza, della cura e dell’amore.
Quindi preghiamo e ricordiamoci che
dove c’è paura, non deve esserci odio;
dove c’è isolamento, non deve esserci solitudine;
dove c’è malattia, non deve esserci l’anima inferma;
e dove c’è dolore, sofferenza e morte, può esserci una rinascita di comunità, di pace, di armonia e d’amore.
Svegliati e scegli come vivere oggi questo tempo; respira, ascolta, fa’ attenzione.
Apri le finestre della tua anima e anche se non sei in grado di toccare la piazza vuota… canta e ringrazia per la tua vita e tutto ciò che hai.






