APPUNTI DAL SINODO / LA SINTESI E UNA LETTERA
La prima sessione del Sinodo è al rush finale. In questa ultima settimana di lavoro si tratta di esaminare e votare il documento finale.
Rispetto alle ipotesi previste nel calendario dei lavori, la Commissione per la relazione di sintesi, votata nei primi giorni del Sinodo, ha indicato nuovi criteri che hanno comportato una modifica dell’andamento dei lavori, prontamente comunicata all’Assemblea dal Segretario generale, cardinale Grech.
1. Una Commissione intercontinentale
2. Non solo un documento di sintesi
UNA COMMISSIONE INTERCONTINENTALE
La Commissione per il documento finale, eletta il 9 ottobre, ha lavorato in parallelo all’Assemblea ed evidentemente si è confrontata sui criteri di redazione del testo finale in quanto giovedì scorso, 19 ottobre, la Segreteria generale ha comunicato le nuove modalità ed ha adeguato di conseguenza il calendario dei lavori di questa settimana.
È importante vedere da chi è composta la Commissione.
La presiede il cardinale Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e Relatore generale del Sinodo.
Ne fanno parte: di diritto, il cardinale Grech, Segretario generale del Sinodo e don Battocchio, Presidente dell’Associazione Teologica Italiana, Rettore del Collegio Capranica e Segretario Speciale del Sinodo; di nomina pontificia: il cardinale Marengo, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar (Mongolia); suor Patricia Murray, irlandese, Segretaria esecutiva dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali e don Bonfrate, teologo e direttore del Centro Fede e Cultura "Alberto Hurtado" (Italia)
I membri eletti dall’Assemblea sono i cardinali: Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa (Congo RD) e presidente della Simposio delle Conferenze episcopali africane (Secam), Aveline, arcivescovo di Marsiglia (Francia), Lacroix, arcivescovo di Québec. (Canada); i vescovi: Azuaje Ayala (Maracaibo, Venezuela), Mackinlay (Sandhurst, Australia), Khairallah (Batrun dei Maroniti, Libano – rappresentate di una delle Chiese Orientali Cattoliche); padre Clarence Sandanaraj Davedassan (Kuala Lampur, Malesia – Testimone del processo sinodale).
Una Commissione che ben rappresenta la diffusione della Chiesa in tutti i continenti e in particolare conferma la perdita di centralità dell’Europa.
NON SOLO UN DOCUMENTO DI SINTESI
La Commissione per la Relazione di sintesi ha presentato all’Assemblea, attraverso il presidente cardinale Hollerich, un primo esito del suo lavoro proponendo nuovi criteri per il documento finale.
La relazione di sintesi non sarà da considerare un documento finale o l’Instrumentum laboris della prossima Assemblea, il fine del documento sarà quello di accompagnare le fasi successive del Sinodo da qui alla seconda sessione del 2024. Lo stile della relazione sarà semplice e relativamente breve: conterrà sia i punti di consenso, sia quelli sui quali non c’è accordo. Il testo, inoltre, presenterà domande aperte che necessiteranno di un approfondimento da un punto di vista canonico, teologico e pastorale.
E forse proprio in relazione a questa nuova finalità del documento di sintesi, che la Segreteria Generale e la Presidenza hanno dato all’Assemblea un tempo, nella Congregazione generale di giovedì 26 ottobre, per pronunciarsi sui metodi e sulle tappe per la fase successiva del processo sinodale in vista della seconda sessione del 2024.
La Commissione ha proposto anche di elaborare una lettera-messaggio per raccontare a tutto il popolo di Dio l’esperienza di questa Assemblea. La proposta, che riprende la tradizione del nuntius dei sinodi precedenti, è stata sottoposta all’approvazione dell’Assemblea e ha ottenuto 335 voti favorevoli e 11 contrari (presenti 348; votanti 346; maggioranza assoluta 175).
Oggi, mentre i Padri e le Madri sinodali hanno vacanza, la Commissione è al lavoro per redigere il documento di sintesi la cui discussione inizierà domani.







