Contrasti

Ci siamo. Ecco lo scontro tra le realta’ di questa citta’. Sotto i piedi un asfalto sporco, di tutto quello che l’uomo e’ capace di produrre. Sotto i piedi una dolce e fresca erba in un parco, frutto della cura di cui è capace l’uomo. A separarle qualche fermata di metro. Contrasti. Di una citta’.
Contrasti. Dentro di me.
La bellezza dell’incontro con l’altro, il prossimo. Il fascino della metropoli, la frenesia sulle strade e sui marciapiedi.
Due paia di occhi si incrociano, si scavano nel profondo, hanno lo stesso colore, anzi, sono identici. I miei.
È l’incontro tra le realtà dentro di me.
Un dialogo aperto, una ricerca che continua.
Una ricerca che mi ha portato qui, un senso da trovare. Una casa da trovare.
Una canzone di Jovanotti recita:
“Io voglio andare a casa la casa dov'e'
La casa è dove posso stare in pace con te”.
E la tua casa dov’è? La mia?
Immagini di un passato, ancora troppo vicino, si palesano davanti ai miei occhi. L’altro me inizia a piangere, gli voglio bene, le vorrò sempre bene. Posso solo abbracciare questa statua immobile dentro di me, il mio passato.
Un battito di ciglia, le immagini del passato lasciano posto al presente. Stiamo camminando lungo un vicolo di Bangkok, serpeggiando tra i grattacieli. I fari dei tuc-tuc, i neon dei negozi, i riflettori dei palazzi illuminano i nostri volti, siamo italiani, thailandesi, francesi, brasiliani, indonesiani e messicani. Il mondo che si muove compatto, condividendo le risate, condividendo i pasti, condividendo i propri pensieri. È tutto questo che rischiara i nostri passi, il nostro presente luminoso, il condividere.
Il passato è storia, il futuro è mistero, per questo il presente è un dono.










