Un cammino con una scarpa soltanto

“Arise”/Alzati, questa è la parola che ha invitato quest’anno i giovani a vivere con i missionari saveriani/saveriane un cammino in preparazione all’esperienza di missione (per una maggiore informazione si consulta qui: MISSIONARI SAVERIANI, CAMPI ESTIVI 2023; Giovani in uscita, per e da, Thailandia … (saveriani.it)).
Il 13 febbraio sera abbiamo avviato la nostra proposta per l’esperienza missionaria in Tailandia, con la partecipazione iniziale di sette ragazzi, provenienti da sette parti diverse d’Italia: Vicenza, Padova, Parma, Ancona, Salerno, Como, Cuneo.
Abbiamo cercato di rispondere a questo invito di rialzarci mettendo subito a fuoco, con la preghiera, che non possiamo farlo da soli, che siamo come quegli “angeli con un’ala soltanto” nella poesia di Tonino Bello. Un passo dice così: “Vivere è stendere l’ala, l’unica ala con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te… ma non basta saper volare con Te, Signore: Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello, e aiutarlo a volare”.
Ai giovani è stato chiesto di portare un oggetto che rappresentasse la motivazione del loro interesse. Un elemento presentato da più persone, è stato una scarpa, che col suo essere necessariamente in “coppia” ci parla di questo viaggio, del non poter fare a meno dell’altro e di un camminare insieme nell’amicizia. A volte è uno scarpone, che con la sua pesantezza e i suoi segni ci ricorda che il proprio cammino ha una storia che lo precede, che bisogna prendersi cura con responsabilità dei passi fatti o che si stanno per fare; a volte è una scarpa leggera, che dice l’essenzialità di un partire senza troppi pesi o sicurezze. Un altro oggetto è stato il diario, che raccoglie il racconto di un viaggio, per una conoscenza interiorizzata dell’altro e di se stessi, e dove poter fermare anche le emozioni e curiosità dei primi impatti che altrimenti svanirebbero. Non poteva allora mancare una “bic” che con la sua leggerezza e snellezza traccia e simboleggia il viaggio nel deserto di un popolo, quello d’Israele, e quello più interiore dei Santi. Poi c’è stato come oggetto una paletta di acquarelli, per ricordarci la bellezza e varietà della relazione, a partire con i piu’ piccoli, di un mondo fatto di umanità semplice e colorata. Infine c’è chi non ha portato nessun oggetto, per lasciarsi sorprendere da un'altra visione, da una nuova cultura e realtà, che lo aiuti a conoscere e cogliere in un altro modo Gesù.
Molti di loro sentono che tale esperienza può ispirare passi concreti nella vita, realizzando quell’uscita così sollecitata in questi tempi, che scomoda, ma che permette di toccare più da vicino ciò che fino ad ora è stato solo nel mondo dei sogni o delle idee.
Hanno fatto da sfondo all’incontro anche le note della canzone “Supereroi” di Mr Rain del Festival di San Remo, che rimanda proprio a quella poesia di don Tonino Bello, dando il là a questo viaggio, nella consapevolezza che abbiamo bisogno del reciproco aiuto, e che si può camminare con una scarpa e Alzarci in volo con un’ala soltanto, solo rimanendo insieme.




