Vocazioni Missionarie: ''Santino, fa’ il bravo!'
Parlando a braccio, con il cuore, padre Santino Festa racconta la sua vocazione.
Comincio con una parola: "Grazie!". Grazie a Dio per la vita, per la vocazione, per il sacerdozio missionario. Dio mi ha sempre accompagnato in tutti i miei anni di vita. Sono vissuto in mezzo alle difficoltà; ma non c'è vita vera che non sia temprata dalle difficoltà.
Come è nata la mia vocazione? Era la festa di san Callisto, la grande festa del paese, con la Messa solenne del nostro anziano parroco. Io e gli altri chierichetti abbiamo ascoltato le sue parole: "Questo è il mio ultimo onomastico qui a Cizzago. Chi di voi mi sostituirà? Chi di voi prenderà il mio posto?". Eravamo dieci ragazzi; nessuno ha fiatato.
Io avevo finito la V elementare ed ero disoccupato. Tornato a casa, ho chiesto di andare in seminario. Ma era troppo tardi per fare l'esame d'ammissione. Perciò ho dovuto ripetere la classe V e sono entrato in seminario l'anno dopo. Qui ho conosciuto il missionario saveriano p. Mario Boggiani, che mi ha entusiasmato. Gli ho detto: "Sì, voglio essere missionario come te", e sono contento.
Come ho vissuto? Non lo so. Anche io sono un povero mortale. Ma quando un giovane congolese mi ha chiesto se, potendo rinascere, avessi fatto ancora il missionario, ho subito detto:
"Sì, certo. Come missionario mi sono realizzato in pieno; farei la stessa strada, ma con un percorso più svelto, senza perdere tempo...".
Sono contentissimo di essere missionario, ma vorrei dedicarmi di più alla preghiera, andare all'essenziale, senza affannarmi in tante cose, tutte belle, ma che non sono l'essenziale..In lingua cristiana significa: "fare tutto con più amore; fare tutto per i poveri...".
La vita è breve: facciamo i bravi! La mamma cosa dice al figlio: "Fa' il bravo!". È una frase semplice e breve, ma c'è tutto: la parola di Dio, la Bibbia, i comandamenti. È quello che dico a me stesso: "Santino, fa' il bravo!".








