Come un cammino in cordata
Pensando ad un discorso sinodale e al camminare insieme, mi viene in mente un’immagine a me cara e un po’ poetica. È quella di una cordata sui sentieri in montagna, in mezzo alle Dolomiti. La meta da raggiungere era comune, si partiva insieme, poi c’era chi stava davanti e chi rimaneva indietro. Altri li aspettavano, alcuni aiutavano a portare lo zaino, chi intonava timidamente un canto, chi lamentava il dolore ai piedi. Ma con pazienza, aiutandosi, si continuava a camminare verso la meta.
La tentazione può essere quella di accelerare i tempi, le decisioni. Mentre mi pare emerga qualche fatica, bloccati a volte nei nostri schemi. Entrare nelle realtà di altre comunità non è sempre facile, fare comunione non è pensarla tutti allo stesso modo, ma mettere insieme le diversità, ascoltarsi e trovare un punto d’incontro. Non sempre ci si riesce. Con la nostra buona volontà facciamo fatica, se non è il Signore il collante. Dare tempo e spazio all’ascolto, significa creare buone relazioni che daranno nuova freschezza.
Prendo in prestito una frase del diacono Consilio che ripeteva quando parlava del servizio ad anziani e ammalati: “Entrare nelle case in punta di piedi”. Credo possa andare bene anche per un cammino sinodale.







