Urca, da dieci anni in Brasile!
Padre Sante, saveriano di Santa Margherita in Lissone, ci racconta qualcosa della sua esperienza missionaria in Brasile.
Cari amici, che bello rivedersi, anche se per un brevissimo periodo: solo qualche giorno. La missione è sempre esigente, per cui dobbiamo sfruttare tutti i tempi e gli spazi che Dio ci offre per condividere la fede, la vita, le gioie e i sogni che attraversano le nostre storie personali e comunitarie. È solo "grazia"!
Giovani e missione
Giovedì 1° luglio sono tornato in Brasile per riprendere con forza ed entusiasmo il servizio missionario che mi è stato richiesto all'inizio di quest'anno: accompagnare nella formazione i giovani saveriani che studiano filosofia. È una sfida grande, che mi mette in contatto con le nuove generazioni, sempre più globalizzate, nell'era delle connessioni via internet.
Sono a servizio dei giovani e della missione, le due piste che ho sempre cercato di sviluppare nei dieci anni vissuti in Brasile. Urca, sono già da dieci anni nella missione "brasileira"! Penso sia un tempo sufficiente per offrire una breve riflessione che potrebbe servire a tutti. La offro con gioia, visto che esiste una missione di "partenza" e una di "ritorno". La chiesa è sempre missionaria, in qualunque luogo noi siamo chiamati a vivere.
Fin troppo a casa!
Quella che Dio, nel corso degli anni, mi ha posto nelle mani e nei piedi, nel cuore e nell'intelligenza, e anche nei sogni è, si può dire, una missione "anomala" e "dinamica". La posso definire proprio così, con questi due aggettivi, che la interpretano con fedeltà. Mentre con passione rivivo tutto ciò, ho negli occhi l'immensa periferia della grande metropoli dove vivo: Curitiba, capitale della regione del Paranà, nel Brasile meridionale.
È una città bellissima, immersa nel verde dei parchi e delle bellezze naturali, un luogo a misura d'uomo. Lì le radici europee si fanno sentire e, se devo essere sincero, mi sembra di essere "fin troppo a casa"! Non è così "strano" udire parole in veneto o tedesco, polacco o spagnolo. Il Brasile è un po' così: c'è di tutto! Per questo ti affascina, ti prende poco alla volta e te ne innamori.
A parte questo aspetto affettivo - romantico che prende il cuore, i forti contrasti che accompagnano la vita quotidiana di milioni di persone sono a portata di mano. Sicuramente passi in avanti sono stati fatti, ma molti esseri umani vivono sempre in condizioni che ci chiedono un impegno ancora maggiore in favore della vita. In questi giorni, sulla strada sotto casa, ho benedetto il corpo di un giovane assassinato. Tristezza e dolore immenso da parte della sua famiglia e di tutti noi!
Un pizzico di passione
Considero la missione che Dio mi ha affidato non di prima linea. Intendiamoci, non sono mai stato tra i "missionari eroi" e questo non è il fine per il quale ho lasciato la mia bella famiglia e la mia comunità di Santa Margherita - allegra, ricca di umanità, fede e vocazioni - e tanti amici e amiche fedeli. In questi anni ho cercato con tutte le mie forze, il mio cuore e la mia intelligenza di mettere un pizzico di passione per Cristo e il suo Regno nella vita delle persone con cui ho percorso una parte della mia vita: con gli adolescenti del seminario minore; con i laici della parrocchia in periferia; con i coordinatori dell'infanzia missionaria e del centro missionario della diocesi di Curitiba; e adesso con i giovani studenti di filosofia.
Ebbene, tutta la riflessione teologica, biblica e pastorale dell'America latina ci porta ad alzare lo sguardo verso il Salvatore e Redentore dell'uomo, qualsiasi uomo, a servizio della vita e dell'umanità. Soprattutto la più povera e indifesa.








