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Un gruppo di laici di Faenza, guidati da due diaconi, è stato ospite in casa saveriana per fare un ritiro spirituale il giorno della “candelora” sul tema “Spirito, legge e libertà”. È stata creata anche una bella scenografia: le due tavole delle dieci parole sono state dipinte e scritte dai ragazzi di catechismo, con la guida di una catechista che ha partecipato al ritiro.

Dai fogli, che avevano lasciato o dimenticato vicino al mio breviario, ho scoperto i tre temi su cui avevano riflettuto e cantato. Li ho letti e meditati anche durante la nostra ora di adorazione settimanale con i miei confratelli.

Undecimo: il comandamento nuovo

1. Spirito. La vocazione di Abramo e la promessa della terra e della discendenza, che lui ancora non ha. L’alleanza di Mosè sul Sinai con il popolo che Dio aveva sollevato su ali d’aquila per farlo arrivare a lui. La storia della salvezza non comincia con la vocazione di Abramo, ma con la creazione del mondo. Infatti, Dio ci ha eletti prima ancora della creazione del mondo.

Sant’Agostino in una sua catechesi scrive: “Mediante il simbolo del diluvio, al quale i giusti sono sfuggiti grazie al legno dell’arca, veniva preannunciata la chiesa futura che Cristo, mediante il mistero della croce, ha mantenuto al di sopra di questo mondo” (De catechizandis rudibus).

Un ragazzo - dice la catechista - voleva aggiungere l’undicesimo comandamento. La nuova alleanza di Gesù secondo i profeti non è più scritta su tavole di pietra, ma sul cuore degli uomini. Gesù ha donato il suo Spirito, che ci rende capaci di amare come siamo amati da Dio. Donatien Mollat afferma che “il dono del comandamento nuovo, che segue la lavanda dei piedi, corrisponde all’istituzione dell’Eucaristia, come sacramento della nuova alleanza”.

L’amore vero non cambia mai!

2. Legge. I comandamenti sono la legge di Dio per i credenti. Per san Paolo la vera legge è quella della carità, che non è scritta su tavole di pietra, ma nella vita stessa di Cristo, che ci ha amato fino alla fine. Non è buono il frutto che non sorge dalla radice della carità, spiegava sant’Agostino.

3. Libertà. La legge ci fa conoscere il peccato, ma raggiunge il compimento nella grazia. Noi siamo chiamati alla libertà dei figli di Dio. L’amore autentico non può essere sottoposto alla legge del dovere che costringe, afferma Kierkegaard.

L’amore vero non cambia mai. L’uomo e la donna possono dire “ti voglio bene per sempre”, grazie alla fede, che nasce dall’amore di Dio, come ce lo ha manifestato Gesù.



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