Skip to main content
Condividi su

Per 20 anni primo cittadino di Suisio: ora è Benedettino a Pontida

"Ho ritrovato la giovinezza. Dentro il convento sto vivendo una nuova vita". Con candore e semplicità disarmanti, Giacomo Tasca spiega cosa significa, a 84 anni suonati, diventare monaco Oblato Benedettino dell’abbazia di Pontida, in provincia di Bergamo. Dopo una vita spesa al servizio dei concittadini di Suisio (di cui è stato sindaco per vent’anni), Tasca ha deciso di assecondare la sua indole:

"Ho sviluppato il seme di una vocazione che evidentemente era già in me".

Quel seme che forse era entrato nel suo cuore prima della seconda guerra mondiale grazie ad un prete, don Antonio Seghezzi, Assistente Generale dell’Azione Cattolica che morì tragicamente in un campo di concentramento. Tasca stava prestando il servizio militare, e don Antonio gli scrisse delle lettere, un vero tesoro morale e spirituale che per anni ha lasciato il segno. Fino all’85 Tasca ha continuato a lavorare per il bene comune come vicepresidente del Consorzio dell’Acquedotto dell’isola. Poi piano piano ha cominciato a rinchiudersi in se stesso.

Finché in don Walter Colleoni, parroco di Suisio, ha trovato una guida attenta che ha saputo cogliere il suo desiderio di trovare un luogo dove potersi dedicare completamente a Dio. Non era facile. L’età avanzata precludeva molte strade. "Devo dire grazie alla disponibilità dell’abate di Pontida che mi ha accolto senza problemi".

Il convento bergamasco non è nuovo ad ospitare tra le sue austere mura persone che scoprono in età matura la vocazione religiosa. "Nel convento ci vogliamo tutti bene. Ho trovato un’accoglienza straordinaria. Per questo mi sento un’altra persona. Anche fisicamente. Prima non volevo saperne di uscire di casa: mi ero completamente rinchiuso in me stesso".

L’ex sindaco è diventato Oblato al termine di un anno di noviziato. L’ingresso in convento risale alla Pasqua del 1999. Il 28 ottobre ha emesso i voti di povertà, castità e obbedienza. È diventato monaco Benedettino (ma non è sacerdote) e partecipa a tutti gli effetti alla vita della Comunità religiosa.

Di fronte al clamore suscitato dalla sua scelta, il monaco Giacomo Tasca replica con la consueta semplicità: "Devo essere sincero: tutta questa curiosità mi dà un po’ fastidio. Cerco di accettarla perché penso possa far bene al convento, un modo per aiutare a far conoscere questa realtà. Chissà che non fioriscano nuove vocazioni: sarei il primo ad esserne felice".



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 5367.82 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2023
Gesù in una parabola ricordava la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. Quante volte ci siamo stancati! La preghiera si levava in volo da…
Edizione di Aprile 2001
Carissimi, con alcuni di voi sono riuscito a tenermi in contatto, con altri no, a motivo della posta in questo Paese che è davvero frustrante. Non pa…
Edizione di Giugno/luglio 2025
P. Gianni Abeni sta concludendo il suo periodo a Brescia dopo il periodico checkup che l’ha trattenuto qualche settimana in più. Durante l’incontro c…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito