Una vita già donata
A conclusione della celebrazione, la direttrice generale sr. Giordana Bertacchini ha preso la parola, a nome di tutte le consorelle saveriane.
"Grazie a voi tutti presenti a questa celebrazione in memoria delle nostre sorelle Olga, Lucia e Bernardetta uccise in Burundi. Ci sentiamo uniti da un grande dolore e grande speranza. Quello che abbiamo vissuto prima e dopo l’assassinio delle nostre sorelle, l’amore che hanno ricevuto in Burundi, la coralità della partecipazione al cordoglio, le testimonianze di solidarietà con questa sofferenza ci hanno molto confortato.
Questo sangue versato ci lega ancor più allachiesa e al popolo burundese.
Abbiamo sperimentato anche noi quello che tanta gente innocente ha vissuto durante questi anni difficili nei Paesi dei Grandi Laghi e non possiamo che portarli ancor più nel nostro cuore.
Le nostre sorelle hanno amato il popolo burundese e hanno desiderato restare in Burundi anche in momenti difficili, convinte della forza trasformatrice della Parola di Dio e della bontà di ogni essere umano. Esse hanno voluto passare gli ultimi anni della loro vita testimoniando la prossimità e la sollecitudine del Signore per tutti i suoi figli. Nulla è stato loro tolto, la loro vita l’avevano già donata.
Con voi tutti in questo momento di sofferenza, siamo orgogliose di loro e ringraziamo il Signore per la loro testimonianza. La loro morte è la conclusione della scelta irrevocabile di consacrare la propria vita all’annuncio del vangelo e costituisce il dono estremo alla chiesa e al popolo burundese.
Ci auguriamo pure che piena luce sia fatta su questo assassinio, affinché il popolo burundese possa maggiormente credere alla giustizia e a una pace duratura. Che il sangue delle nostre sorelle sia seme di fraternità per tutta la regione, come ha augurato papa Francesco".







