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Giovedì 25 settembre nella chiesa di San Cristo è stat celebrata la Messa di suffragio per le saveriane Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian, uccise a Kamenge (Burundi) il 7 settembre scorso. L’iniziativa è stata del “gruppo burundese di preghiera”, in collaborazione con i saveriani e il centro missionario di Brescia. Hanno partecipato numerosi sacerdoti burundesi, i saveriani della comunità bresciana e quattro saveriane, tra cui la direttrice generale sr. Giordana Bertacchini.

Il sacerdote: “Dolore e vergogna”

Nella sua omelia, il burundese don Stanislas ha detto: “Con grande dolore, ma anche con grande fede, ci raccogliamo in preghiera per ricordare Olga, Lucia e Bernadetta. Noi burundesi abbiamo provato forti sentimenti di dolore, sgomento, incredulità e grande vergogna.

Non siamo qui per chiedere la giustizia umana per le nostre sorelle uccise perché, come spesso accade, forse non avverrà. Tuttavia rivolgiamo agli autori di questa carneficina un appello alla conversione, perché sicuramente non scamperanno alla giustizia divina.

I cristiani del Burundi hanno bisogno di approfondire la propria fede per arrivare all’amore vero e scongiurare la ripetizione di tragedie come questa”.

Il console: “Abbiamo capito che…”

Alla celebrazione Eucaristica ha partecipato anche il console onorario del Burundi il sig. Pacifique Mwisumamwo, che ha rivolto un messaggio ai presenti. “Da quel triste giorno registriamo gesti straordinari. Eravamo venuti a consolare, con il cuore pieno di tristezza, ma siamo noi a essere consolati, accolti e rassicurati. Questi sono i primi frutti del loro sacrificio, veri miracoli d'amore di cui siamo testimoni.

Ora vediamo chiaramente ciò che prima solo intuivamo: la loro morte ha svelato a noi tutti il mistero della loro vocazione: donare la vita.

Bernardetta, Olga, Lucia siete passate per la nostra terra facendo del bene: avete fasciato ferite, accarezzato volti, asciugato lacrime, detto una buona parola. Chi ha stroncato le vostre vite non ha ridotto la vostra capacità di amarci, anzi, adesso che siete presso Dio, è aumentato il vostro potere e noi sappiamo che non ci abbandonerete. E noi cercheremo di essere degni del vostro amore, ripudiando la violenza e costruendo un mondo di pace”.

A conclusione della celebrazione, sr. Giordana Bertacchini ha preso la parola, a nome di tutte le sue consorelle. “Quello che abbiamo vissuto prima e dopo l’assassinio delle nostre sorelle, l’amore che hanno ricevuto in Burundi, la coralità della partecipazione al cordoglio, le testimonianze di solidarietà con questa sofferenza ci hanno molto confortato. Questo sangue versato ci lega ancor più alla chiesa e al popolo burundese. Le nostre sorelle hanno amato il popolo burundese e hanno desiderato restare in Burundi anche in momenti difficili. Esse hanno voluto passare gli ultimi anni della loro vita testimoniando la prossimità e la sollecitudine del Signore per tutti i suoi figli.

Nulla è stato loro tolto, la loro vita l’avevano già donata.

Ci auguriamo anche che piena luce sia fatta su questo assassinio, affinché il popolo burundese possa maggiormente credere alla giustizia e a una pace duratura”.



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