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Una storia d'amicizia, Qualcosa da imparare

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Due amici partono per un viaggio molto lungo. La meta è una cittadina sperduta in un'oasi del deserto. Il sole è a picco e la sabbia infuocata. I due hanno le cartine, la bussola, gli zaini... Ma hanno poco cibo e poca acqua, tanto che devono centellinarla. È circa mezzogiorno quando si accorgono di essersi persi.

La punizione

Continuano a camminare e si aiutano facendosi coraggio a vicenda. Poi, il più giovane dei due, quello che aveva più sete, beve un sorso di troppo rispetto ai patti stabiliti. Quando l'amico se ne accorge, iniziano a litigare. La punizione per aver tradito i patti e l'amicizia si concretizza in un ceffone in pieno volto.

Lo schiaffo faceva male, ma il dolore più grande era dovuto alla reazione così violenta del suo migliore amico. Allora lo “schiaffeggiato”, con il volto dolente, scrive sulla sabbia: “il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo”, e lo mostra all'altro che si stringe nelle spalle. Il più giovane se ne sta lì fermo, a contemplare la frase scritta sulla sabbia. Non si muove. Finché il più anziano non lo richiama alla realtà, invitandolo a riprendere il cammino per tentare almeno di uscire dal deserto.

Il salvataggio

La fortuna, il caso o la provvidenza hanno fatto sì che, verso il tramonto, i due amici raggiungessero un'oasi. Non credevano ai loro occhi, ma poi, avvicinandosi, capiscono che non era un miraggio.

Nell'oasi ci sono tante palme che fanno ombra, ma soprattutto da una fonte sgorga acqua fresca e zampillante che forma un laghetto. Con le ultime forze rimaste, i due amici corrono verso l'oasi e si tuffano nell'acqua. Bevono, si lavano, si ristorano... Il laghetto era abbastanza profondo e il più giovane, quello che aveva preso lo schiaffo, non riesce più ad uscirne. Sta per annegare e grida “aiuto!”.

Allora l'amico, che sapeva nuotare, si precipita a salvarlo e lo porta a riva. Rinvenuto, il giovane si rende conto di essere stato salvato. Ripresa un po' d'energia raccoglie due sassi e con uno comincia a incidere sull'altro una frase: “oggi il mio migliore amico mi ha salvato la vita”. Poi, mostra la frase all'amico, esprimendogli tutta la sua riconoscenza.

Il bene è per sempre

Il più vecchio lo sgrida per lo spavento che gli aveva fatto prendere. Poi gli chiede: “perché dopo il ceffone hai scritto sulla sabbia e ora che ti ho salvato la vita hai scritto sulla pietra?”. Il giovane amico, raggiante, spiega. “Ho anch'io qualcosa di buono da condividere con te. Ciò che fa male va scritto sulla sabbia, perché deve essere dimenticato presto. Il bene, invece, va inciso sulla pietra, perché va ricordato a lungo e rimanga sempre nella mente e nel cuore”.


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