Un vero viaggio missionario, In Thailandia per la figlia Valentina
di: Antonio e Luciana Gessa.
I genitori della saveriana sarda Valentina Gessa sono stati un mese in Thailandia per la professione definitiva dei voti religiosi della figlia. Ci raccontano qualcosa del loro viaggio veramente missionario.
Il 3 dicembre siamo atterrati a Chiang Mai, la seconda città della Thailandia, dove sono venuti a prenderci per andare verso la casa delle saveriane, nel piccolo villaggio di Baan Thung. Qui le saveriane Catarina, Teresa e Lina lavorano nell'opera di evangelizzazione: cura di malati, bambini denutriti e famiglie povere, gruppi di ascolto e accoglienza.
Il primo impatto
La parrocchia è retta dai sacerdoti fidei donum del Triveneto, don Piero Melotto e don Bruno Rossi. Presso la parrocchia c'è un centro di accoglienza per i ragazzi di diverse etnie, che provengono dai villaggi di montagna dove è impossibile accedere all'educazione scolastica.
Abbiamo partecipato con loro a qualche momento ricreativo, la ricchezza dei loro costumi e i loro volti sorridenti ci sono rimasti impressi.
L'accoglienza dei Thai ci ha sorpreso, in particolare la loro vita semplice senza stress, come da noi 50 anni fa. Per entrare nelle case ci si deve togliere le scarpe, così abbiamo imparato a portare i sandali, molto più comodi da sfilare. Si viene accolti con un bel bicchiere di acqua fresca, che non manca mai.
L'emozione era tanta
La professione di Valentina è stata una cerimonia molto partecipata. Ha presieduto il vescovo di Chiang Mai con altri 18 sacerdoti e diversi missionari. La presenza di 800 persone, provenienti anche dai villaggi più lontani della parrocchia, ci ha commosso. Valentina indossava un abito in stile thai, per sentirsi vicina alla gente. Alla festa hanno contribuito tutti. Don Bruno con i lavoratori del Centro ha montato i tendoni, suor Annarita ha diretto il coro dei ragazzi, una suora thai amica delle saveriane ha preparato le composizioni di fiori, altri hanno preparato il cibo e le danze tipiche.
Il rappresentante di un villaggio ci ha detto una frase che ci ha colpito. Indicando tutte le persone presenti ci ha detto di tornare a casa tranquilli, perché nostra figlia aveva tutti loro come figli e che quella era la sua nuova famiglia.
È difficile raccontare quanto abbiamo nel cuore.
È stata una bella esperienza che ci ha arricchiti facendoci conoscere il paese dove lavora nostra figlia e ci ha fatto sorgere il desiderio di tornavi presto.








