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Gli aquiloni fanno volare S. Cristo, Brescia: mostra sulla Cina

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Una vecchia favola cinese racconta che una rana viveva felice in un pozzo abbandonato ai bordi di un campo. Per la rana il pozzo era tutto il suo mondo e non desiderava altro. Ma venne un'alluvione e dal mare, con la piena delle acque, al bordo del pozzo arrivò una tartaruga. Rana e tartaruga fecero conoscenza e la rana invitò la tartaruga a casa sua. Ma la tartaruga non riusciva a entrare nel pozzo. Fu così che la tartaruga invitò la rana a seguirla. Arrivate al mare, la rana rimase incredula di fronte a tanta estensione d'acqua e ancora più incredula, quando alzò gli occhi verso l'immensità del cielo stellato, che lei pensava grande quanto il suo pozzo.

Gli studenti protagonisti

Penso che lo scopo di tutte le mostre, allestite in questi sei anni dai missionari saveriani a San Cristo, sia ben contenuto nella favola cinese. Esse hanno dato la possibilità, a chi le ha visitate, di accostare aspetti di culture diverse e di allargare i propri orizzonti e i propri interessi.

Così è stato anche per i circa tremila studenti che dal 6 novembre al 26 gennaio hanno avuto l'opportunità di gettare uno sguardo su una civiltà millenaria, visitando la mostra sulla Cina. Una Cina vista attraverso gli occhi dei primi saveriani che, nati con lo scopo unico di evangelizzare questa nazione continuando l'opera di San Francesco Saverio, vi rimasero dal 1898 fino all'espulsione nel 1954.

L'oriente ha sempre suscitato una grande attrazione e la mostra è stata un'occasione importante per imparare. È stato facile catturare l'attenzione delle classi: un interesse breve su temi vari (filosofia e religione del mondo cinese, scrittura e stampa, scoperta della seta e abbigliamento tradizionale), attraversando periodi storici diversi e lontani, dal VI secolo a.C. ad oggi.

Cittadini del mondo

Del resto, non chiede di meglio il ragazzo di oggi, abituato a gestire stimoli e informazioni provenienti da mondi diversi e distanti. Un'insegnante, ritornata a S. Cristo, riferiva che un bambino della sua classe aveva scritto che della mostra gli era rimasto il desiderio di conoscere altri popoli. Qualcosa è stato seminato.

Tutti i ragazzi, impegnati nella ricerca della propria identità e circondati da tante cose effimere, hanno bisogno di guardare oltre il pozzo. Ad attenderli vi è l'impegno di una nuova cittadinanza che esigerà da loro la capacità di unire la dimensione individuale e locale con le dinamiche del mondo.

Il pozzo è la sicurezza, il mare la possibilità: l'uno non deve escludere l'altro, ma abitare il secondo, forse, è più gratificante e profetico.

La mostra dei saveriani sulla Cina è stata un'altra tappa per uscire dal pozzo e conoscere il mare.



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