Dove c’è acqua, c’è vita: L’acquedotto di Luvungi, Congo
Nel terzo mondo accanto al grave problema della fame che colpisce circa un miliardo di persone, esiste anche il problema non meno grave della sete. Le cause sono numerose, ma la più importante è la diminuzione delle piogge e la mancanza dei mezzi per scavare pozzi profondi e attingere acqua potabile, costruire acquedotti o mettere pompe idrauliche nei villaggi e nei centri più abitati.
Un anno di lavoro
Molti missionari, avendo sperimentato personalmente le situazioni drammatiche della fame e della sete, hanno cercato aiuto per risolvere i problemi, raggiungendo risultati superiori alle attese. Tre mesi fa abbiamo ricevuto questa bella notizia da p. Dovigo, in Congo:
"Il 22 dicembre c'è stata l'inaugurazione dell'acquedotto di Luvungi. Un serbatoio di 130 metri cubi è seminterrato nella collinetta che domina la pianura di Luvungi. L'acqua nasce sulla montagna e poi riparte dal grande raccoglitore e si distribuisce nei vari quartieri. L'eccedente esce ed è una benedizione per i campi vicini. L'opera è stata realizzata in un anno di lavoro, dopo un lungo tempo di studi, contatti con vari organismi e una lunga campagna educativa e formativa".
Fratel Gregato, capomastro
Il contributo della popolazione è stato fondamentale. Hanno lavorato insieme cattolici, protestanti e musulmani, per scavare 43 Km. Nel giorno dell'inaugurazione tale evento è stato accompagnato da commozione e soddisfazione generale.
Il merito dell'opera è soprattutto del saveriano Lucio Gregato, che ha una lunga esperienza missionaria come costruttore e capomastro in Congo e in Burundi. Qualcuno ha proposto per lui qualche onorificenza, almeno la cittadinanza onoraria, anche perchè in quella zona "è più famoso del Presidente Kabila". È giusto ricordare che fratel Lucio è anche un ottimo ortolano. Il suo orto è un piccolo Paradiso! Con l'acqua abbondante e il sole cresce ogni genere di verdura: fagioli, insalata, melanzane, peperoni, arachidi, papaie, verze...
La storia di Agostino
Alla realizzazione dell'acquedotto hanno contribuito generosamente anche i lettori di "Missionari Saveriani". Tra questi, ci sono gli amici di Agostino Valcarenghi, un paraplegico cremonese che ha vissuto quasi mezzo secolo immobile in un letto, dando una grande testimonianza di fede coraggiosa, di speranza gioiosa verso le missioni e i missionari.
Dopo la sua morte (6 marzo 2002), i suoi numerosi amici che lo hanno assistito per anni come volontari, hanno fatto stampare un volume con i suoi pensieri. Con i soldi ricavati dalla vendita hanno aiutato a costruire una decina di fontane a Luvungi e di pompe profonde in Bangladesh.
Dove c'è acqua, c'è vita.








