Un programma “rivoluzionario”
In Giappone, dove sono missionario da oltre conquant’anni, ci sono due scuole femminili con il nome “Seibo”. Una si trova a Neyagaga in provincia di Osaka, e comprende la scuola primaria, secondaria e superiore; l’altra si trova a Kyoto e si chiama "Kyoto Seibo Gakuin". È una grande scuola che va dalla materna all’università ed è molto frequentata. Dieci anni fa, quando ho incominciato a insegnare in questa scuola, erano solo tre classi per ogni anno. Ora sono cinque e continuano ad aumentare.
L’unico missionario
Queste due scuole sono state fondate dalle suore della Carità, ma attualmente io sono l'unico missionario tra il numeroso personale insegnante. Ho insegnato religione cominciando dalle classi di prima media, che poi ho accompagnato fino in terza. Per le altre classi si sono avvicendati vari insegnanti, che hanno dovuto smettere, perché non ce la facevano a tirare avanti...
Due anni fa, la scuola ha deciso di adottare il mio programma d’insegnamento per la scuola media, chiedendo a una giovane insegnante di frequentare le mie lezioni, in modo da poter estendere anche alle altre classi il modello d’insegnamento. Il tutto è iniziato in questo nuovo anno scolastico...
Studenti protagonisti
Il programma del mio insegnamento può essere riassunto così. In prima media si cerca di scoprire l'amore di Dio tramite i benefici della creazione e redenzione. In seconda media si fa il giro del mondo per vedere come le principali religioni rispondano all'amore di Dio. In terza media si riflette sulla risposta da dare personalmente all'amore di Dio nella propria vita. Il corso triennale comprende 125 lezioni di 50 minuti ciascuna.
Il metodo l’ho imparato nei cinque anni trascorsi al Cem Mondialità, che allora era a Parma e che ora si trova a Brescia. Si tratta della scuola attiva, in cui gli studenti diventano i protagonisti della lezione, mentre l'insegnante si limita a fornire direttive e materiale per il loro lavoro.
È un metodo molto diverso dal modo tradizionale della scuola giapponese, in cui l'insegnante dalla cattedra legge il libro di testo, lo spiega e scrive sulla lavagna gli ideogrammi da imparare. Gli studenti prendono nota, sottolineano i passi più importanti e prima degli esami di metà e di fine trimestre imparano a memoria le nozioni su cui l'insegnante ha maggiormente insistito.
Il modo di esprimersi
Il metodo della scuola attiva impegna molto l'insegnante, prima e dopo le lezioni. Infatti, ogni lezione si svolge in modo originale, così da suscitare l'interesse degli allievi, e ciò esige sempre nuovo materiale didattico e novità nel condurre la lezione.
Per questo motivo, alla giovane insegnante di prima media di quest'anno ho dovuto consegnare un mucchio di materiale. Naturalmente, il modo di esprimersi di un’insegnante giapponese è diverso da quello di uno straniero, per cui assistendo alle sue lezioni, prendo nota e correggo il mio materiale in modo da renderlo più adatto ad altri insegnanti giapponesi.
Insegnare è “fare missione”
La direzione della scuola mi ha chiesto di fare per il livello superiore ciò che ho fatto per la scuola media. Ma non so se ciò sarà possibile, vista la mia età. Mi auguro di preparare altri insegnanti di religione e fornire loro il materiale e l'assistenza necessari per le loro lezioni.
La canonica del convento Shin Ai che mi ospita è un luogo ideale per questo lavoro. Ultimamente una suora mi ha chiesto di aiutarla nel suo difficile impegno di suscitare un po' di interesse per la religione tra le adolescenti della sua scuola.
L’insegnamento della religione, che da 22 anni mi tiene molto impegnato, è un modo di fare missione, anche se i risultati non sono immediati. Ringrazio quindi i confratelli che mi hanno permesso di lavorare in questo campo impegnativo.
La visita al tempio scintoista
In seconda media, nell'ora di religione, secondo il programma da me proposto, si fa il giro del mondo per conoscere le principali religioni.
Siccome la religione originaria del Giappone è lo scintoismo, la prima lezione dell'anno è su questa religione e si svolge al tempio Fujinomori, che si trova a soli 10 minuti di cammino dalla scuola.
Il 21 aprile 2015, una classe dopo l'altra si è recata al tempio (vedi foto) portando l'occorrente per scrivere. Dopo la foto-ricordo, il prete scintoista ha spiegato loro il significato dei simboli che adornano il tempio e il modo di rivolgersi agli dei in cui loro credono.
Le allieve prendono nota e fanno domande. Poi si torna a scuola, in tempo per la lezione che segue. Il tutto si svolge nel giro di 50 minuti. E tutti sanno quanto i giapponesi ci tengano alla puntualità!







