Il ricordo di p. Emilio Paloschi
Quando sono arrivato a Londrina, nel marzo del 1983, p. Emilio Paloschi era lì da oltre un anno. Si trattava di una periferia povera di piccole casette popolari. Lui aveva 48 anni: magro, con la barbetta, parlava un portoghese perfetto, impeccabile. Era cordiale, intelligente, delicato con le persone, organizzato, un tanto perfezionista, ma anche umano e paziente con la gente.
Di alta spiritualità e pure metodico, coniugava le tante qualità. Sentiva e praticava con entusiasmo e radicalità la scelta dei poveri e la teologia della liberazione. Amava la Bibbia letta in modo popolare, secondo la metodologia latinoamericana. Si era fatto brasiliano. La gente gli voleva bene. Sul finire della dittatura, partecipava a cortei, manifestazioni, movimenti di rivendicazione. Dava molto spazio ai laici, tra i quali si distinguevano i ministri straordinari della Parola e dell’Eucarestia e, tra questi, le donne. Leggeva molto, pregava e meditava, partecipava a corsi e incontri di formazione... Potrei scrivere un libro su di lui.
Per me, appena arrivato in Brasile, è stato un maestro, un profeta di Gesù Cristo Liberatore. Siamo stati insieme tre anni. Lavoravamo molto bene insieme. Poi si è aggiunto p. Claudio Marinoni, cremonese anche lui, che condivideva gli ideali e la pratica. Devo dire, che di p. Emilio ho proprio un ricordo indelebile.







