Un paio di scarpe a 0,24 euro!
Con alcuni amici, sono stata in Albania con la volontà e il desiderio di vivere una nuova esperienza, anche alla luce di quanto ci esorta sempre papa Francesco: “Uscire dalle proprie comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie!”.
Questo viaggio mi ha offerto l’opportunità di nuovi incontri in una realtà completamente diversa dalla mia. Era arrivato anche il momento per capire quanto fosse difficile mettersi nei panni di un missionario, seguendo le vie del vangelo. Le persone ci raccontavano minuziosamente la storia vissuta dal popolo albanese, le varie invasioni, gli anni del comunismo, la repressione e la persecuzione della dittatura. Ho conosciuto le sofferenze subite, la loro storia, cultura e tradizioni. Ma una cosa non potevo immaginare: fino ad oggi nulla era cambiato!
Tutti ci spiegavano che al governo, nelle posizioni di comando, c’erano sempre le stesse persone o quasi. Non c’erano mai state condanne per chi aveva procurato questo male e non esisteva giustizia di alcun genere! Grazie a questi racconti, ho capito di più il fenomeno migratorio verso l’Italia e l’Europa che li ha coinvolti e che ancora oggi continua. Io, nata nella democrazia e nel benessere, riuscivo a capire fino in fondo la loro sofferenza, subita in tanti anni. La misura di tanto male ricevuto, il motivo delle loro attuali condizioni era la mancanza di libertà, la violazione della dignità e il valore umano totalmente annientati! Più i giorni passavano e più ero immersa in un turbinio di emozioni!
Mi chiedevo continuamente come aiutarli. In che modo avrei potuto incoraggiarli a sperare in un futuro migliore? Mi aveva colpito che tanti ordini religiosi e laici, anche italiani, fossero impegnati con forza ed entusiasmo in attività di aiuto per disabili, poveri di strada, donne in difficoltà e maltrattate, ragazze madri, scuole, asili, laboratori, corsi di taglio e cucito, cucina e tanto altro…
In tutte queste persone con tanta generosità vedevo la gioia del cristiano, la forza della loro fede e la dimostrazione eclatante del loro lavoro che era “vangelo”.
Sono state giornate di grande ascolto, di grandi silenzi e di consapevolezza della realtà! Passando per le strade lungo il quartiere “delle stalle”, dove la maggior parte delle persone povere vive in case anguste, ci siamo imbattuti in una donna che stava cucendo a mano scarpe di pelle. Ne ho osservato le mani rovinate dal duro lavoro per tirare il filo nella suola. Quando, con molto rispetto, le abbiamo chiesto quale fosse il compenso per la confezione di un paio, ci ha risposto che veniva pagata 0,24 centesimi di euro. Siamo rimasti tutti ammutoliti!
Questa esperienza ha contribuito sicuramente a rafforzare la mia fede, ma per quello che ho visto e vissuto mi viene chiesto un cambiamento radicale di cuore e di mente, perché solo così la mia testimonianza potrà incidere nelle persone alle quali racconto queste giornate vissute in Albania.







