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È fondamentale, in questo periodo, ascoltare e dare nome alle nostre emozioni (paura, incertezza, tristezza, rabbia) per poi condividerle con una persona. La situazione di stress è favorevole perché fa emergere tutte le nostre paure sepolte.

Diventa più grande il bisogno di “sentirsi al sicuro, confermati, essere accettati da una persona significativa e protettiva, sentire che l’altro si prende cura di noi ed esprimere amore”. Ognuno di noi, infatti, porta con sé la sua storia, il suo passato con risorse e limitatezze, ferite e gioie che, in un modo o nell’altro, condizionano il vivere quotidiano. Mentre nella “routine quotidiana” alcuni bisogni legati alla storia personale possono essere facilmente trascurati, nel tempo che stiamo vivendo è importante non fare finta e soprattutto non nascondere quello che proviamo. Il segreto sta nell’ascoltare, far emergere questi bisogni/emozioni. Se non vengono soddisfatti, espressi, se vengono silenziati, taciuti, lasciati sotto cercheranno di venire a galla; come l’olio messo sotto l’acqua tende a riemergere, tale è la logica dei bisogni trascurati. 

“Le persone i cui bisogni primari sono insoddisfatti, trascurano quelli superiori per soddisfare quelli inferiori. Se si tiene per un certo periodo di tempo la testa di un uomo sotto l’acqua, questi si dimenticherà dei valori estetici, dei doveri sociali e del prestigio. Dedicherà le sue energie a prendere aria. Dopo di che passerà al livello successivo e si sentirà offeso per l’attacco alla sua dignità, e agirà per esprimere questo sentimento” (Benson Jarlath F., Gruppi, organizzazione e conduzione per lo sviluppo personale in psicoterapia).

Sentire la ferita o il piacere di un altro come lui lo sente, e percepirne le cause come lui le percepisce, ma senza mai dimenticarsi che è come se io fossi ferito o provassi piacere, e così via. È il percepire lo schema di riferimento interiore di un altro, con accuratezza e con le componenti emozionali e di significato ad esso pertinenti, come se fossimo una sola persona, ma senza mai perdere di vista questa condizione di come se” (Carl Rogers, Un modo di essere).

È fondamentale in questo periodo mettere in pratica il più grande comandamento: “Amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come te stesso”. Parlare con Dio e parlare con l’uomo. Avere fiducia in Dio e avere fiducia nell’uomo che può ospitare nel suo cuore le mie paure, le mie gioie, le mie riflessioni. È un atto di umiltà consegnare a Dio e ad una persona ciò che sto vivendo. L’ascolto arricchisce chi ascolta e libera chi è ascoltato.



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