Un missionario instancabile: Diamante per p. Mainini
Messa di diamante per p. Dante Mainini
A maggio, padre Dante Mainini ha celebrato 60 anni di sacerdozio, in Amazzonia. Il missionario, originario di Sant'Ilario d'Enza, a metà strada tra Reggio Emilia e Parma, ha ora 86 anni, ma dice che ha ancora molto da fare per il regno di Dio. Auguri di buona e lunga permanenza, dunque!
La testimonianza di p. Siro Brunello
“Padre Dante è arrivato nella diocesi di Abaetetuba nel 1972, dopo una lunga esperienza di impegni importanti in Italia: era stato rettore della casa madre a Parma; professore e responsabile della formazione in teologia; consigliere nella direzione generale. Aveva avuto il privilegio di visitare quasi tutte le comunità saveriane in Asia, Africa, America, Europa.
In Amazzonia, mons. Angelo Frosi lo aveva nominato vicario generale della diocesi e parroco della cattedrale. Dopo la morte improvvisa del vescovo, padre Dante ha guidato la diocesi per tre anni, in attesa del nuovo vescovo, mons. Flavio Giovenale, che lo ha confermato vicario generale.
In Amazzonia, il suo impegno maggiore è stato nella formazione dei laici e nella promozione della fede cristiana. Ha fondato la pastorale familiare diocesana, organizzando gli “incontri degli sposi con Cristo” e i ritiri spirituali chiamati “DDD” (due giorni di deserto), molto apprezzati da tutti.
Nonostante le sue 86 primavere, padre Dante è un missionario instancabile. Con la sua bicicletta, vecchia quanto lui, egli visita le comunità e gli ammalati in qualsiasi ora del giorno e della notte, sotto il sole e la pioggia, sempre sereno e contento. Attualmente sta concludendo la costruzione di una nuova chiesa nella periferia più povera della città.
Per celebrare i 60 anni di sacerdozio la gente voleva organizzare una grande festa, ma padre Dante ha preferito nascondersi nella casa di esercizi spirituali per un giorno di digiuno e deserto. Nondimeno, tante sono state le telefonate e le manifestazioni di affetto da parte dei cristiani per il loro “padre”, sempre disposto ad ascoltare, consigliare e benedire”.
Scrive p. Marcello Zurlo:
“Padre Dante ha solo accettato di passare alcune ore con noi saveriani e le saveriane. Purtroppo, non ho foto belle della ricorrenza, perché padre Dante é difficile da catturare . Ho mandato quello che ho.
Ci ha raccontato la sua vocazione missionaria, quando era nel seminario di Reggio Emilia. Un giorno parlando con il papà, sentì parole di incoraggiamento: «E perché non ti fai missionario? Che cosa aspetti?».
Ci ha poi raccontato qualche episodio dei tempi duri della guerra e la sua gioia, oggi, di essere in missione. Ha concluso dicendo: «Se dovessi tornare indietro negli anni, sceglierei ancora i saveriani e, se il Signore vuole, sono sempre disponibile a tutto»”.
Un ricordo da lontano
Un'altra testimonianza, inattesa, è arrivata dalla scrittrice cremonese Marmilia Gatti Galasi, dopo aver letto sul numero estivo la notizia di padre Dante.
Scrive così:
“Forse lui non ricorderà il nostro incontro nel lontano 1945, quando io abitavo a Robecco e lui era a Grumone… Noi tre sorelle stavamo attraversando un periodo critico, dopo la morte di ambedue i genitori, nell'immediato dopo guerra. Due saveriani vennero a trovarmi per propormi di collaborare al giornalino ‘ Voci d'oltremare ' e di scrivere una biografia di padre Damiano per i giovani. Mandarono a casa mia il giovane missionario padre Mainini, che mi traduceva un testo inglese sul missionario dei lebbrosi , mentre io prendevo appunti. Nacquero i miei due primi libri su padre Damiano, che ebbero una straordinaria diffusione: “Pattini d'oro” e “Molokai”. La mia carriera di scrittrice nacque anche dal contributo di padre Mainini, che ricordo - molto serio e quasi timido - sempre con tanta simpatia e riconoscenza”.
Caro padre Dante , possa tu accompagnarci con il tuo sacerdozio missionario, per molti anni ancora!







