Un lavoro da completare a Gallico
Padre Aurelio non era ancora soddisfatto, anche se l'opera da lui svolta fino a quel momento era già enorme. Rimaneva ancora molto spazio da utilizzare e confidava ai suoi amici più cari che era suo vivo desiderio far costruire un igloo per rappresentare la civiltà eschimese, un'isba e tante statue quante sono le razze umane da distribuire in vari punti del parco.
Chi può farlo oggi?
Aveva cominciato da queste ultime, affidandone l'esecuzione a Totò Romano e Alaide Lucca, che ne avevano completate già due. Mancava soltanto la colata di cemento. Poi Totò Romano passò a miglior vita e l'idea fu accantonata per essere poi, con la dipartita di p. Cannizzaro, completamente ignorata e abbandonata, insieme a quelle dell'isba e dell'igloo.
Sarebbe irriguardoso o addirittura irriconoscente, se nessuno prendesse a cuore quelle idee e non le facesse realizzare, per completare il parco secondo la concezione del missionario.
A questo punto, sento quasi il dovere di fare un appello alla scultrice Alaide Lucca, affinché si renda promotrice di una ricerca delle due statue, facendosi magari aiutare dai ragazzi del gruppo scout. Personalmente ritengo assurdo che due opere così belle possano andare irrimediabilmente perdute, senza far niente perché la popolazione possa goderne il significato.
Un regalo postumo
Un altro appello molto accorato lo faccio al rettore del santuario, ai saveriani del centro missionario e ai dirigenti del comitato "Amici del parco", affinché diano inizio al completamento dell'opera, rimasta purtroppo incompiuta, almeno per quanto riguarda il suo arredamento artistico. Se si riesce a seguire l'esempio di p. Aurelio, che sicuramente molti conoscono anche solo per nome, la spesa non sarà eccessiva e lui, nell'Aldilà, sarà doppiamente contento.
Nessuno, inoltre, vieta di aggiungere nuovi elementi di abbellimento, che sicuramente miglioreranno il parco approfondendo ancora di più il concetto di mondialità, cui i fedeli potranno attingere per migliorare la propria cultura missionaria e soddisfare sempre di più la propria spiritualità.








