Un entusiasmo che deve contagiare
Attraverso il carissimo amico saveriano Paolo Galli, missionario in Congo RD, ho letto su MS, numero di novembre, le risposte (immotivate) date da alcune persone che non desiderano rinnovare il loro impegno al vostro prezioso giornale. Semplicemente voglio iniziarlo io, senza troppi commenti o false giustificazioni. Se potete mandarmi i dettagli per il versamento, lo farò al più presto. E desidero anche ricevere il vostro Calendario 2023, che sarà sicuramente il migliore da tenere in casa e guardare tutti i giorni, per ripensare ai missionari e a tutto quello che fanno concretamente giorno dopo giorno, per gli ultimi. “Andate in tutto il mondo a predicare il mio Vangelo”, sono parole vere e urgenti anche oggi e i missionari sono i concreti realizzatori e testimoni dell’invito di Gesù. Vi sostengo con la preghiera e tutto il mio affetto. Giuseppe Gallo, Sorbolo-Mezzani (PR)
Le lettere, in questo caso via e-mail, come quelle del signor Giuseppe rincuorano e riscaldano l’anima. Non solo per la richiesta di ricevere il nostro mensile, ma per l’entusiasmo che emerge. In poche righe è stato centrato uno degli obiettivi della pubblicazione che trovate tra le mani, ma anche sui canali internet dei saveriani. E, forse, in periodi bui, difficili e faticosi come quelli che stiamo vivendo ad essere soffocato è proprio l’entusiasmo, lo slancio, la proiezione verso una serenità che ci porta a prenderci cura di qualcosa e qualcuno che è altro da noi. Lo percepiamo anche all’interno della nostra congregazione. Spesso, c’è un abisso tra come si interpreta la missione nelle comunità in Italia e quelle che sono nel mondo, nonostante siano costrette a vivere in mezzo a situazioni di dolore, di povertà assoluta e diffusa, di pericolo.
“Si deve fare la missione anche qui, ormai ne abbiamo bisogno…”. Questa è un’espressione ricorrente che si ripete a tutti i livelli e che sicuramente ha un fondo di verità. E se il bisogno di ri-evangelizzazione, di dialogo con i non cristiani che vengono a noi è necessario, allora ben vengano dosi massicce di entusiasmo anche alle nostre latitudini, da parte dei missionari che qui risiedono per vari motivi e da parte di chi è stanco o costretto a pensare come mettere insieme il pranzo con la cena. Perché la missione si alimenta con il nostro interessarci alle sfide che abbiamo davanti e che, lasciatecelo dire, i missionari nel mondo sono costretti ad affrontare prima di noi. Quindi, grazie al signor Giuseppe per essere entrato nella nostra famiglia, ma ancor più per averci dato una scossa, in un momento di apparente, rassegnata, sfiducia. Che questo entusiasmo sia contagioso!








