Taiwan, prove per il futuro della missione
Taiwan è il classico luogo sotto “bombardamento” mediatico. Davanti a questa “invasione”, la creatività dei Saveriani presenti sull’isola è messa a dura prova nell’annuncio del Vangelo. Eppure, in quel mondo complesso, hanno scoperto che la semplicità di vita, la fraternità vissuta, la disponibilità all’incontro, l’ospitalità a chi bussa alla porta si sono mostrati elementi che attirano e fanno respirare un’aria buona, fresca, piena di vicinanza, simpatia e condivisione. Questo stile di vita ha fatto sbocciare la “missione come amicizia”. Amicizia di cui Gesù fa parte, proprio perché con la sua umanità mostra la via per giungere al Padre e considera ogni uomo e donna come fratelli e sorelle. In questo orizzonte di fraternità universale, con ogni servizio svolto in parrocchia, all’università, nel dialogo interreligioso, i Saveriani a Taiwan raccontano Gesù di Nazaret. Sono prove per il futuro della missione, futuro che si avvicina all’esperienza della prima Chiesa. È anche il modo più naturale di rispondere all’invito di S. Guido Maria Conforti: “fare del mondo una sola famiglia in Cristo”.








