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Sud/Nord Notizie: India-Pakistan, Banca Mondiale, Etiopia

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QUANTO VALE UNA STRETTA DI MANO?

India e Pakistan: la speranza tra le mani.

All'inizio di gennaio, Atal Vajpayee, capo di governo indiano, ha messo piede in Pakistan. Non accadeva da cinque anni. Il motivo ufficiale era la partecipazione al summit della Saarc (l’Associazione che riunisce i sette leader del sud dell’Asia), ma di fatto la visita ha rappresentato un’opportunità per riprendere il dialogo sulla questione del Kashmir, regione contesa tra i due Paesi dal 1947. “È nostra opinione - ha dichiarato Vajpayee - che Jammu e Kashmir faccia parte dell’India, ma siamo pronti a parlarne. Il mondo preme perché ci mettiamo insieme e risolviamo la questione. Ma ci vorrà tempo”.

I due premier si sono stretti la mano, un segnale di disgelo dopo un lungo periodo di tensione. Negli ultimi mesi, non sono mancati nemmeno gesti di pace da entrambe le parti: è stata riaperta, almeno parzialmente, la frontiera comune, sono riprese le corse degli autobus, i voli di linea, si sta ripristinando la linea ferroviaria.

Ma quanto vale una stretta di mano? L'arcivescovo di Lahore Lawrence Saldanha ha commentato così: “Siamo felici e accogliamo con gioia la notizia della ripresa dei colloqui. Speriamo con tutto il cuore che questi colloqui siano l’inizio di una nuova fase di rapporti tra questi due grandi Paesi”. L'arcivescovo ha invitato i due Paesi a riscoprire le loro radici comuni e a unire gli sforzi per combattere la povertà che assedia i due popoli. In Pakistan oltre il 35% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno; anche in India la percentuale di quanti sono al di sotto della soglia di povertà supera il 30%. "È responsabilità dei governi unire le energie per sanare questa piaga e lavorare per il benessere della popolazione, riducendo le spese militari”.

Meno guerra e più solidarietà

Israele: "Non siamo d'accordo…" - Una quindicina di riservisti delle Forze armate israeliane hanno annunciato, in una lettera inviata al premier Sharon e ad alti ufficiali, che si rifiuteranno di prestare servizio militare in Cisgiordania e nella striscia di Gaza per non collaborare “ad atti di repressione” che, a loro giudizio, vengono compiuti contro la popolazione civile palestinese. “Non possiamo più restare passivi a ciò che succede”, hanno detto. Nel settembre scorso un altro gruppo di piloti era stato protagonista di un episodio simile: sono stati rimossi dai loro incarichi nelle Forze armate israeliane. In Palestina più delle metà della popolazione ha meno di 21 anni e il 60% è senza lavoro.

Banca Mondiale: le briciole allo sviluppo - James Wolfensohn, presidente della Banca mondiale, ha lanciato un appello: “Basta con le spese militari, tolgono risorse allo sviluppo”. Ogni anno vengono investiti per spese militari ben 800 miliardi di dollari, contro i 56 utilizzati per lo sviluppo. “É un modo folle di procedere, bisogna fare il contrario e bisogna spiegarlo alla gente. Nel mondo ci sono due miliardi di persone che vivono in estrema povertà, con meno di due dollari al giorno; un’enormità! Per lo sviluppo restano solo le briciole; mentre era, ed è tuttora previsto, che venga destinato allo scopo lo 0,7% del Pil di ogni Paese". Continuando di questo passo - ha concluso Wolfensohn - si prevede che “nel 2015 nell’area mediorientale vi saranno 300 milioni di disoccupati che busseranno alle porte dell’Europa. Senza stabilità economica non c’è neanche pace”.

Etiopia: una restituzione e un crollo - Il ritorno in Africa dell'antico obelisco di Axum potrebbe avvenire in primavera. La stele di granito, che si ritiene risalga a circa 2.000 anni fa, era stata portata via dalla città santa di Axum, nell'Etiopia settentrionale, quando Benito Mussolini invase la costa orientale dell'Africa. Era collocato davanti al palazzo della FAO a Roma.

All’inizio dell’anno, almeno quindici persone sono morte per il crollo di una chiesa cristiana dello storico complesso di Lalibella, nel nord dell’Etiopia. Migliaia di fedeli erano radunati nella chiesa di Mewa Tsadkan, una delle undici chiese completamente scavate nella roccia vulcanica, per le celebrazioni di San Gabriele, a cui il tempio è dedicato. Per fortuna la maggior parte della gente era all’esterno al momento del crollo.

Kofi Annan e la pazienza - Il segretario generale dell’Onu avverte un preoccupante aumento di tensione tra mondo occidentale e mondo islamico. Per evitare una pericolosa contrapposizione tra i due mondi, egli propone di ritrovare quelle radici e quei valori comuni che rendono possibile l'incontro. “Occorre guardarsi bene dall’estremizzare le differenze tra occidente e islam. Bisogna assumere un approccio più multi laterale ed avere maggiore pazienza”.



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