''Sono pronto a sorprendermi'', p. Nicola Colasuonno
Padre Nicola Colasuonno, direttore di "Missione Oggi" dal 2003, ha lasciato la rivista e la comunità saveriana di Brescia per un altro incarico. Prima di partire l'abbiamo intervistato.
Il bilancio di cinque anni...
Quando sono arrivato allo Csam di Brescia, "Missione Oggi" compiva 100 anni di vita. È una rivista non solo prestigiosa ma fondamentale per noi saveriani, perché voluta dal beato Conforti. In questo periodo mi sono trovato ad analizzare tante problematiche di rilievo nella chiesa italiana e non solo: la parrocchia missionaria, la sovranità alimentare, le banche armate, l'ecologia...
Come le hai affrontate?
Il nostro taglio è sempre stato ecclesiale e missionario, ma con gli occhi e la voce delle chiese del sud del mondo. Abbiamo dato spazio e attenzione alla gente, all'Africa che vuole riconciliarsi dopo anni di guerra, all'America latina. Dovevamo far conoscere ai lettori la speranza e la volontà di costruire un mondo nuovo.
Ci sei riuscito?
Cinque anni di direzione sono stati per me una grazia e una grande sorpresa. Non immaginavo che avrei guardato alla chiesa italiana e al mondo missionario da questo osservatorio così particolare. Abbiamo tentato di far arrivare l'annuncio del regno di Dio in settori cosiddetti "laici", come il commercio delle armi, l'economia, la politica a servizio dei più deboli... Il bilancio è positivo. Ringrazio i confratelli e Dio che mi hanno fatto passare per Brescia.
La soddisfazione più grande?
Per un direttore è quella che la rivista sia letta e dia un contributo significativo. Per certi argomenti, credo sia stata apprezzata. Penso al dossier "Parrocchia ed ecologia", che punta all'idea di un'ecologia delle relazioni e alla parrocchia come luogo ideale per concretizzarla.
La stampa missionaria è una risorsa?
Come Fesmi (federazione della stampa missionaria italiana) abbiamo tentato editoriali e dossier comuni, ma soprattutto abbiamo avviato la campagna intitolata, "Meno gossip, più informazione", rivolta alla Rai. Abbiamo raccolto l'insoddisfazione di tanti telespettatori che vedono i problemi dell'Africa ridotti a pochi minuti a settimana, mentre il gossip aumenta nei telegiornali e in prima serata. Ha avuto un successo: la Rai ha aperto una sede permanente a Nairobi.
Un missionario alla scrivania è...
È stato un altro modo per fare animazione missionaria in Italia: un'animazione di spessore, dando un'opinione qualificata. Ho avuto la possibilità di leggere molto, tanto che qualche volta mi sentivo ubriaco di letture e di opinioni...
Come reagivi alla "sbornia"?
Ho cercato di scegliere l'opinione giusta, la riflessione significativa, il filone che suscita l'attenzione e l'arricchimento dei lettori. "Missione Oggi" è una rivista di opinione e approfondimento; ho cercato di renderla piacevole anche con un nuovo look: colori, tabelle e fotografie ben scelte, che sono piaciute ai lettori.
Come ti sei trovato... al nord?
Vivere cinque anni nel nord Italia è stata l'altra novità per me. Sono entrato a contatto con una chiesa ricca di tradizioni cristiane. Le parrocchie sono attive, i gruppi vogliono fare e coinvolgere, i centri missionari offrono possibilità di formazione e animazione anche nelle scuole. La sfida è presentare questi contenuti alle nuove generazioni, in modo da far sentire loro che il cristianesimo è sempre una ricchezza da abbracciare, da accettare, da cui farsi coinvolgere.
Il tuo nuovo compito?
Sarò collaboratore per l'editrice missionaria italiana (EMI) di Bologna, promotore per il sud Italia, dove l'Emi non è molto conosciuta. È una prova, perché ci accorgiamo che nell'editoria dobbiamo cambiare linguaggio e modo di presentare la Buona Notizia. Oggi bisogna trovare nuove forme, che convincano lettori e spettatori a riflettere. Mi auguro che il Signore - anche a Bologna, come è stato a Brescia - mi faccia sorprendere con il suo Spirito e la sua grazia.








