Solo l’amore resta…
In questo mese di aprile 2023, dove le notizie di guerre, violazioni dei diritti umani, soprusi nei confronti dei più deboli, naufraghi non aiutati, catastrofi naturali, riempiono i nostri notiziari, amplificando così i segni di morte nella nostra testa, noi cristiani celebriamo un fatto straordinario, storico e reale nello stesso tempo: la Resurrezione di Gesù dai morti.
È un mistero certo, ma che ha lasciato tracce in modo da poterlo ricordare, attuare e celebrare nell’oggi della nostra storia. La traccia più significativa di questo clamoroso evento ci viene trasmessa proprio dai discepoli di Gesù. Tutte le testimonianze della resurrezione che noi possediamo ci vengono dagli apostoli, uomini e donne, che ne hanno fatto un’esperienza personale. Questa è stata talmente profonda e sconvolgente da trasformare la delusione e lo sconforto della morte del loro Maestro in entusiasmo e vitalità dell’annuncio della sua vittoria sulla morte e sul male. E loro sono passati dalla depressione più grande e profonda dovuta alle aspettative frustrate del progetto di Gesù, all’annuncio della sua resurrezione con un cambiamento di umore in grado di stupire qualsiasi psicologo. È sotto la luce di questo stupefacente cambiamento da parte dei suoi discepoli che saranno composti i Vangeli, rileggendo i fatti della passione e morte di Gesù e tutti gli eventi vissuti dalla prima comunità, compresa l’incomprensione e le derive di chi non capiva il suo messaggio divino.
Con la risurrezione di Gesù, Dio Padre riabilita tutta la sua opera, le sue azioni e le parole del Figlio, approvandolo in tutto e ci indica la via della risurrezione per tutti coloro che ascolteranno Gesù e cercheranno di seguirlo. Con la risurrezione, il mistero dell’incarnazione trova il suo compimento. Assumendo la nostra natura umana, eccetto il peccato, Dio ha imparato a diventare uomo. Nella fragilità umana ha però sempre tenuto fisso lo sguardo sul Padre, realizzando pienamente la sua volontà di bene e di amore che è il germe che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo. Ha così indicato a noi come entrare nel mondo di Dio che è appunto amore, misericordia e perdono.
Questo modo di vivere ci indica la via dell’immortalità, perché solo l’amore resta. In un mondo dove sembra prevalere la morte dovuta alla violenza, alla cattiveria, alla prevaricazione del più forte sul più debole, vivere nella prospettiva dell’amore, del dono, della tenerezza, porta in sé il consenso di Dio ed è già vittoria sul male e sulla morte. Lo scopo della vita del cristiano e della cristiana è vivere nella Pasqua che consacra la vittoria di Gesù sul male e sulla morte. “A chi crede, risulterà man mano sempre più chiaramente discernibile come lo stadio più perfetto della ragione sia proprio la professione di fede in quell’amore che ha vinto la morte” (J. Ratzinger).
La risurrezione diventa allora ragionevolezza del vivere meglio, per la quale ci possiamo impegnare e mettere in gioco le nostre migliori energie. La vita vissuta con il Risorto diventa più bella, più serena, più gioiosa, più creativa, perché è animata dalle energie divine nutrite e alimentate dal suo amore. Questo ci vaccina contro le malattie moderne che sono l’ansia, la paura, le crisi di panico indotte dalla cultura individualista nella quale vive la nostra epoca. “Resto convinto (…) che vivere amando e accettando di vivere amati sia dare all’oggi la profondità dell’eternità. Solo l’amore innesta nella nostra vita mortale l’eternità” (E. Bianchi). Gioiosa Pasqua di resurrezione a tutte e a tutti i nostri lettori e lettrici, amiche e amici, benefattori e benefattrici.







