Proprio una ''santa'' amicizia
Il 5 giugno papa Francesco ha dato il via libera per la dichiarazione di venerabilità del prete vicentino don Ottorino Zanon (1915-1972), fondatore della Pia società san Gaetano: una congregazione missionaria formata da religiosi preti e diaconi, a cui si sono poi aggregati anche religiose e amici laici, con un loro proprio statuto. Tutti insieme, essi formano quella che oggi è chiamata la "Famiglia di don Ottorino".
Una grande tradizione
Quest'anno ricorre il centesimo anniversario della nascita di don Ottorino e la sua dichiarata venerabilità ha procurato un supplemento di gioia alla sua famiglia, ma anche alla chiesa di Vicenza, erede di una grande tradizione spirituale, che - come dice lo storico mons. Giovanni Mantese - "dal 1400 in poi batte il ritmo delle riforme e degli insegnamenti di san Gaetano Thiene", il santo che don Ottorino ha scelto come patrono della sua fondazione.
E di santi, canonizzati o meno, Vicenza ne ha vantati parecchi nella sua storia. Ma uno mi preme ricordare nelle pagine di questa rivista. Mi riferisco al saveriano p. Pietro Uccelli, anche lui sulla strada del riconoscimento della sua santità.
I santi si aiutano tra loro
Don Ottorino parlava spessissimo di lui, come di un santo già canonizzato finché era ancora in vita. Lo frequentava e lo consultava e aveva stretto con lui una “santa” amicizia.
A noi, che eravamo i ragazzi di don Ottorino, p. Uccelli risultava una persona molto conosciuta, anche se non ci eravamo mai incontrati con lui, morto nel 1954. Ci erano abituali aneddoti, parole, gesti, tutti raccontati da don Ottorino con grande venerazione e sintonia di vita verso di lui.
Così sono i santi. Il loro fiuto di Dio li accomuna e facilmente si legano fra loro per aiutarsi l'un l'altro a progredire nella santità, pensata non solo in forma individuale, ma vissuta insieme.
A costruire la vera storia della chiesa è proprio la santità, quella dei santi da altare e quelli non da altare, che - come diceva don Ottorino - sono i più: i tanti "buone mamme e buoni papà" che erano i numerosi esempi di generosità e dedizione, di sacrificio e amore, che don Ottorino proponeva alla nostra imitazione.
Santità semplice e umana
Un tipo di santità, quella di don Ottorino e di padre Uccelli, che era semplice, umana, quotidiana, operosa. Una santità da veri innamorati di Dio e delle "anime da salvare", come dicevano loro, che si sentivano nati per essere “missionari”.
Sulla loro scia anche noi vogliamo camminare.
L'amicizia con i missionari saveriani di Vicenza, il sentirci fratelli tra noi, il condividere i nostri carismi missionari, ci sembrano i segni che anche noi siamo sulla buona strada.







