Siamo tutti sotto tiro? /2
MISSIONI NOTIZIE
I martiri del mondo
Messico. È stato ritrovato il corpo di don Erasto Pliego de Jesus, parroco di S. Maria della Natività a Cuyuaco, che era scomparso. Don Ernesto, la cui vita è stata dedicata a Dio e al servizio degli altri, è stato ucciso, forse per un furto.
• Filippine. Don Antonio Magalso, 44 anni, è stato accoltellato a morte a Tanjay, sull’isola di Negros. Don Magalso era un parroco molto amato dalla sua gente. Stava andando a celebrare la Messa in un villaggio della sua parrocchia, quando è stato pugnalato alle spalle. L’omicida è stato catturato.
• India. Suor Amala Valummel, carmelitana 69enne, inferma da alcuni anni, è stata trovata morta in un convento di Palai, in Kerala. La polizia sospetta che sia stata uccisa durante un tentativo di rapina.
Nomine e programmi
• Clarettiani: superiore indiano. Il capitolo generale dei missionari clarettiani ha eletto il superiore generale della congregazione. È p. Mathew Vattamattam, 55 anni, indiano del Kerala.
• Fiducia all’Africa. Padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie, etiope, è il primo africano eletto alla guida dei missionari comboniani. “Comboni sarà contento perché nutriva un grande amore per questo continente e per i suoi popoli! Stiamo riflettendo sulla nostra presenza, aprendoci alle realtà dei migranti. Abbiamo riflettuto sull’opportunità di investire di più in Europa, internazionalizzando maggiormente la nostra presenza e rafforzando le collaborazioni”.
Con ogni mezzo…
• Il vangelo tra i talebani. Cinque nuovi frati cappuccini porteranno il vangelo in un territorio segnato da violenza e intolleranza e dai cosiddetti “talebani pakistani”, noti per atti terroristici che colpiscono le minoranze religiose. I francescani in Pakistan sono circa 600. Vivono “lo spirito di Assisi”, sinonimo di incontro e accoglienza verso ogni uomo, in una terra dove la vita per i cristiani è segnata da discriminazioni e sofferenze.
• Corea: missione con lo smartphone. La missione dei giovani di Seul procede grazie a uno strumento fondamentale: lo smartphone. Si tratta di un’iniziativa che vede i giovani cattolici girare per il territorio delle 35 parrocchie della diocesi per portare l’annuncio del vangelo ai loro coetanei. È stata creata un’app, attraverso la quale sono stati organizzati incontri e testimonianze, condividendo in tempo reale impressioni, emozioni, parole e fotografie.
• Iraq: tra i profughi di Erbil. Afnan e Alice sono due Piccole Sorelle di Charles de Foucauld. Hanno scelto di vivere in un accampamento alla periferia di Erbil, dove hanno trovato precaria sistemazione migliaia di cristiani della Piana di Ninive, fuggiti dagli jihadisti dello Stato Islamico. Le due suore stanno coinvolgendo anche altre religiose nell'assistenza, rivolta soprattutto ai bambini e ai giovani che vivono in tende e container, per colmare il vuoto creato dall'assenza di attività formative.
• Il ricordo di don Luigi Mazzucato. Don Luigi Mazzucato (foto accanto), direttore di Medici con l’Africa-Cuamm dal 1955 al 2008, è morto a 88 anni.
“Nei miei 110 viaggi in missione in Africa ho visto la povertà, la sofferenza - raccontava don Luigi -.
Ho provato angoscia davanti alle vittime della guerriglia in Mozambico, alle chiese piene di cadaveri nel genocidio in Ruanda (1994), ai bambini malnutriti in Etiopia...”.
Una storia speciale
• Suor Irene (nella foto sopra), madre tutta misericordia. Sabato 23 maggio in Kenya è stata beatificata suor Irene Stefani, missionaria della Consolata. Era chiamata dalla gente di Ghekondi “Nyaatha”, che in kikuyu significa “Madre tutta misericordia”.
Mercede Stefani nasce nel 1891 ad Anfo in Val Sabbia (BS). Nel 1911 entra tra le missionarie della Consolata e prende il nome di Irene. Parte per il Kenya, dove l’evangelizzazione era agli inizi e quasi inesistenti scuole e servizi sanitari. Dal 1914 al 1920 si dedica all’assistenza negli “ospedali militari”. Qui, suor Irene cura piaghe e ferite, distribuisce medicine e cibo, accoglie i bisognosi con il sorriso, senza spazientirsi, infonde coraggio e fiducia nell’amore di Dio. Dal 1920 al 1930 Irene lavora nella missione di Gekondi, dedicandosi all’insegnamento scolastico. Curando un ammalato di peste, contrae il morbo e muore il 31 ottobre 1930, a soli 39 anni.







