L’allegria e la tristezza del cristiano
Pianto e riso si mescolano continuamente nella vita dell’essere umano. Anche il cristiano ride e piange, in un’alternanza continua. A volte non sappiamo il motivo della tristezza o della felicità. Ora vorremmo sapere: cos’è la felicità? Il cristiano può essere triste? In tutto questo, qual è la funzione della speranza?
Sono infiniti i motivi che aiutano il cristiano a essere felice. Fu scelto per far parte del cielo, a lui è stato manifestato il mistero di Dio, per lui furono pensati regno, chiesa, sacramenti, Eucarestia, perdono e, per farsi incontrare, Dio si è impresso nel volto di tanti fratelli.
In mezzo a tante difficoltà e sofferenze non c’è gioia più grande che sapere che il Padre ci aspetta nella sua casa. Siamo oggetto di un amore infinito da parte di uno che sa amare e sa donarsi in maniera totale. “Io vivo, ma non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2,20).
La Trinità è un altro motivo della felicità del cristiano. Cristo ha voluto rivelare il segreto più intimo e profondo di Dio, il suo essere trinitario. Il Regno è il cielo in terra, è Dio con gli uomini e gli uomini che si amano l’un l’altro alla maniera di Gesù. In altre parole potremmo dire che il Regno è l’azione unita della Trinità e dell’umanità per realizzare sulla terra ciò che si vive nel cielo: l’amore, la giustizia, la pace.
La chiesa è quella parte di umanità che si sforza di realizzare il Regno. Lei continua a essere terra, ma in una tensione costante a vivere come Regno. Quando essa non vive più questo ideale allora perde la sua ragione di essere.
Diventiamo tristi quando sentiamo parlare di difetti e scandali nella chiesa. Non possiamo tapparci gli occhi, ma possiamo anche rallegrarci perché ci sono tanti cristiani, figli di una chiesa viva, fedeli testimoni di Cristo nel mondo. E possiamo rallegrarci per le sante e i santi che riempiono di cielo questo nostro mondo e lottano per la giustizia.
Abbiamo motivo di rallegrarci, perché Dio ci parla ed entra in rapporto con noi attraverso tanti gesti, carichi di senso e rivestiti di grazia (i sacramenti). Si tratta di parole vive che ci generano a vita nuova, ci sostengono, ci alimentano. L’Eucaristia in particolare è il miracolo di un Dio-Amore che ci si dà come cibo e ci ingloba nella sua stessa vita.
Il Perdono è un altro grande motivo di felicità. Sapere che Dio ci ama tanto da lasciar morire suo Figlio per salvarci è consolatorio. Così, noi diventiamo i figli del perdono e della misericordia e, a nostra volta, impariamo la legge del perdono. Una grande gioia ci viene dal fatto che tanti nostri fratelli nella fede hanno saputo essere fedeli fino alla morte. Il martirio è il segno più grande di un amore senza limiti.







