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Senza la donna, la missione è monca!

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In un articolo per Missione Oggi (gennaio-febbraio 2022, n°1), Delia Guadagnini, missionaria di Maria-saveriana e in Congo da trent’anni, presenta la donna africana nel suo ruolo bello, positivo e indispensabile per la famiglia e la società. L’articolo ha come titolo: “Donna africana patrimonio dell’umanità”. Nella mia esperienza trovo vere le affermazioni e le constatazioni di Delia, che ho incontrata più volte in terra africana e che ammiro per la sua splendida attività.  

Si legge nell’articolo. “Un bimbo sulla schiena, uno in pancia e altri che corrono e giocano in casa o nel cortile”. Ecco la donna africana generatrice di vita! Decine di volte sono stato chiamato di sera o di notte nella missione di Kitutu per portare le mamme incinte alla maternità di Kamituga, a 40 chilometri di distanza, perché potessero dare alla luce il loro bambino con un intervento. Dopo qualche giorno, con il neonato in braccio, elegantissime e solenni matrone, venivano a ringraziare e a portare un segno di riconoscenza per il servizio fatto. E non mancava la mamma che faceva battezzare il suo bambino con il nome del padre. 

Ancora Delia scrive. “La casa si scalda quando c’è la donna. È lei che accende il fuoco, prepara da mangiare, accudisce i bambini…”. La donna africana è come Marta della casa di Lazzaro. Nelle visite nella comunità cristiane nei villaggi della missione a volte lontani decine di chilometri, dopo la giornata piena di incontri, celebrazioni, piccoli e grandi problemi di famiglie, ci si trovava a tavola con una serie di contenitori e di piatti con il cibo ben coperto. Man mano che si alzava il coperchio da ogni recipiente si sentiva il profumo e scoprendo il contenuto si esclamava: “Mzuri sana! Aksanti mama! Molto buono! Grazie mamma, per il tuo cibo preparato con tanto amore!”.

Nei loro documenti, i vescovi dell’Africa definiscono le donne africane “colonne della Chiesa”. Sono consigliere, catechiste, maestre, tesoriere, zelatrici della casa di Dio, responsabili delle feste… E ben venga anche diaconesse! P. Carlo Uccelli, che ci ha lasciato qualche mese fa, ha lavorato sempre a Bunyakiri (RD Congo), a Piombino e ultimamente a Modica (RG) in comunità con donne e affermava che la missione senza la donna è monca (cfr. Missione Oggi il numero già citato).

Siamo nel mese di maggio che ci ricorda Maria, che è stata una donna riuscita, benedetta fra tutte, Madre di Gesù e madre nostra, influencer nel cambiamento nel mondo (recita il Magnificat: “…ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati…”).



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